La vera legittima difesa è una giustizia efficiente

L'unico modo di godere fino in fondo di questo diritto non è quello di cambiare la legge ma è chiedere ai magistrati di fare bene e rapidamente il loro lavoro

La vera legittima difesa è una giustizia efficiente

(foto LaPresse)

Al direttore - Prudentemente a Harvard si sono introdotti di giorno.

Giuseppe De Filippi

Rido. Proviamo però a entrare nella questione della polemica sulla legittima difesa, che mi pare l’ultimo atto di una commedia italiana che si chiama populismo penale. Una legge sulla legittima difesa già c’era ed era chiara: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. La questione della difesa “proporzionata” all’offesa non può essere una materia di cui si occupa la politica ma resta e resterà sempre una materia di cui si occuperanno i magistrati. E l’unico modo per godere fino in fondo del diritto alla legittima difesa non è quello di cambiare la legge ma è chiedere alla giustizia di fare bene e rapidamente il suo lavoro. Non è un problema di “deriva di destra”, come dice Saviano. Sciocchezze. È un problema di qualità della giustizia. E fino a prova contraria dovrebbe essere questa (non un’ennesima legge) la nostra unica e vera legittima difesa.

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Commenti all'articolo

  • contirlm

    06 Maggio 2017 - 16:04

    Finché "la più bella del mondo" non garantirà il diritto assoluto alla proprietà privata, non ci saranno soluzioni.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    06 Maggio 2017 - 14:02

    D'accordo Direttore, quindi dobbiamo rinunciarvi. ? I cittadini hanno diritto di capire bene cosa significhi "difesa proporzionale all'offesa" e prim'ancora cosa e in che misura possa considerare "offesa" qualsiasi comportamento altrui. In tempi in cui si considera "reato di discriminazione" ritenere maschio uno che piscia contro un muro o femmina una che s'accoscia perché "tu che ne sai, non ti permettere...!", c'è solo da asseragliarsi in casa e pregare. Speculare no, ma che si può essere aggrediti pressoché impunemente ovunque e da chiunque, in casa e fuori di casa, è l'incubo esistenziale in cui ci troviamo a dover vivere. Cronaca italiana quotidiana docet. In uno Stato (in pessimo stato) in cui i cittadini per la loro sicurezza pagano per mantenere Polizia, Carabinieri, Esercito Marina e Areonautica, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Polizia Regionale, Provinciale, Comunale, Polizia Penitenziaria, Guardie giurate, Guardie ecologiche, Vigilini, Ronde volontarie...

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  • mauro

    06 Maggio 2017 - 12:12

    Ma anche se per un miracolo la giustizia si mettesse a correre, il disgraziato che difende la sua vita, che non è distinguibile dai suoi beni materia del contendere con il rapinatore, ha tutte le probabilità d'imbattersi in un magistrato d'ideologia catto progressista di passare comunque un guaio. E non scordiamoci l'ipotesi di lautissimo rimborso per la famiglia del rapinatore, caduto nell'adempimento del dovere. Caro direttore, va bene l'abbraccio universale che accomuna postmarxisti e post cattolici, ma non sarebbe il caso di pretendere che la bilancia della giustizia non penda verso effimere mode ? Le anime belle e il giornalismo collettivo catto progressista, inoltre, continuano, a beneficio degli sprovveduti, a giocare sull'equivoco, definendo ladro il rapinatore magari armato anche solo di un taglierino sempre in grado di sezionare una carotide ma anche quello che brandisce un'arma da fuoco. E poi che come sarebbe la giustizia più rapida? Passare dai lustri agli anni?

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  • carlo.trinchi

    06 Maggio 2017 - 08:08

    Siamo passati dal Cesarismo al Cerasismo. La legge c'è. Suvvia Direttore, quale legge se il malcapitato cittadino a cui hanmo massacrato l'intimita si ritrova per anni in tribunale e poi vede pene irrisorie per i delinquenti? Dall'est arrivano, delinquono e ripartono e se li beccano dopo pochi anni o nessuno tornano liberi. Nella pistolettara america se rubi in casa ti fai anni di galera per non parlare del Giappone dove ti esiliano quasi a vita e dormi con la porta aperta. La legge c'era ma quale? Quella del martirio di udienze su udienze e poi tutto finire nel nulla? Arriveremo alla polizia condominiale perché quella di stato non c'è e non per colpa degli addetti ma di chi fa le leggi che abbiamo o che male interpretiamo. Siamo ai bivacchi Direttore ed a breve alle bande e poi ai quartieri ghetto. Questo stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi e cominci a chiedersi dov'è, ora, chi porrà fine a modo suo a questa sequela di sfasci nazionali. La storia insegna ma nessuno la (ri)legge.

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