Blitz anti-abusivismo dei vigili a Roma. Muore un senegalese

Protesta sul Lungotevere: “L’hanno ucciso gli agenti”: Ma testimoni e polizia locale parlano di un malore

Blitz anti-abusivismo dei vigli a Roma. Muore un senegalese

Roma, manifestazione venditori ambulanti dopo morte di uno di loro (foto LaPresse)

Nian Maguette, un ambulante senegalese di 53 anni è morto, colto da un malore, sul lungotevere de' Cenci a Roma, zona in cui questa mattina sono stati effettuati dei controlli anti-abusivismo da parte della polizia locale. "La relazione di servizio dei colleghi fa riferimento a un intervento avvenuto alle 11.50, anche prima, tra piazza Ponte Garibaldi e l'Isola Tiberina”, spiega all'Adnkronos il vice comandante Antonio Di Maggio. “Il ritrovamento dell'uomo è avvenuto in seguito e ne siamo venuti a conoscenza dopo".

  

In seguito alla morte dell’uomo, una settantina di extracomunitari ha inscenato una protesta all'altezza di Ponte Garibaldi e via Arenula, bloccando il traffico per poi lasciare la zona. Secondo alcuni dei migranti che erano sul posto al momento del blitz, l'uomo sarebbe stato investito da un motorino dei vigili mentre scappava per evitare il controllo e, cadendo, avrebbe battuto la testa, come dimostrerebbe una macchia di sangue presente sull'asfalto. La circostanza è stata smentita però dalla polizia municipale.

 

"Agli atti – ha spiegato Di Maggio - nulla risulta, allo stato, di rapporto diretto", tra i controlli e il decesso del senegalese. Il vicecomandante esprime il suo cordoglio ma sottolinea che non è verosimile l'ipotesi che il cinquantenne si sia sentito male nel tentativo di fuggire ai controlli: "I colleghi del I gruppo hanno l'obbligo di non inseguire i venditori ambulanti, ma solo di sequestrare la merce e di portarli in ufficio per l'identificazione". E alcuni negozianti sentiti da Repubblica raccontano di aver visto Nian accasciarsi, confermando l’ipotesi del malore.

Identificato in Italia la prima volta nel 1993, l'ambulante era stato arrestato più volte per vendita di merce contraffatta. Dal maggio 2016 sembra avesse ottenuto un permesso regolare, scrive il Messaggero. Da anni viveva a Roma con i due figli, in una casa in via Campobasso, al Pigneto.

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