I No Tap assetano gli ulivi

Questa mattina dei manifestanti hanno impedito ad alcuni mezzi di raggiungere il cantiere del Tap. Peccato che tra questi ci fosse un'autobotte destinata a dare acqua agli ulivi

I No Tap assetano gli ulivi

Foto LaPresse/Donato Fasano

Gli ulivi pugliesi al centro dell'attenzione dei No Tap da mesi sono a secco di acqua da otto giorni. Peccato che sia proprio a causa del blocco degli attivisti che l'autobotte che doveva raggiungerli non è riuscita ad arrivare a destinazione.
Questa mattina un mezzo della ditta Mello, che si occupa della manutenzione degli alberi espiantati, è partito in direzione San Basilio, dove c'è il cantiere del microtunnel e dove sono custoditi alcuni ulivi che si è ritenuto opportuno non trasportare al sito di stoccaggio di Masseria del Capitano, tra Melendugno e Calimera, per non incappare in proteste durante il trasporto.

 

Le proteste però sono arrivate oggi, quando un gruppo di manifestanti ha bloccato il convoglio dei mezzi pesanti, facendo sì che tornassero indietro. Per i No Tap la decisione di annaffiare gli ulivi questa mattina è “una provocazione”: perché decidere di dargli acqua proprio durante la manifestazione del gruppo, “la colazione resistente”, programmata per oggi? E pazienza se gli ulivi hanno sete, “da qui non passerete”, scrivono sulla loro pagina Facebook. D'altra parte, mantenere una linea dura senza scendere a compromessi – bloccheremo qualunque mezzo riconducibile al cantiere Tap – può facilmente scontrarsi con una realtà che non si vuole neppure vedere – quei mezzi portano acqua agli alberi. Così si paga la "purezza" a tutti i costi. 

 

 

Questo del blocco dell'autobotte non è che l'ultimo di una serie di tentativi di boicottare il gasdotto che si trasformano in azioni dannose per gli ulivi, gli stessi che i No Tap vogliono proteggere dalla “barbarie” dell'infrastruttura che porterà 10mld di metri cubi di gas in Italia e in Europa dall'Azerbaijan. La notte del 4 aprile, durante alcune proteste, ci sono di nuovo andati di mezzo gli ulivi a cui sono state strappate le reti applicate per arginare la Xylella. I vari blocchi causati dai presidi, impedendo ai mezzi di raggiungere il cantiere, hanno spesso ritardato le operazioni di manutenzione degli ulivi rimasti bloccati a San Basilio. I più fortunati, trasferiti nel sito di stoccaggio, sono stati curati da una ditta locale, la Mello di Carmiano, che si è occupata della loro manutenzione e si occuperà del trapianto. Masseria del Capitano, c'è da ricordare, è comunque un sito temporaneo perché una volta terminati i lavori, gli ulivi saranno nuovamente piantati nel luogo dove sono stati prelevati.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    28 Aprile 2017 - 18:06

    i noTab come i noTav ed altri movimenti No sono aggregazioni di delinquenti su un modello di tipo mafioso senza avere una gerarchia nella quale è possibile individuare un capo e sottoposti . La mafia dei No è politica e agisce con metodi violenti.Purtroppo lo stato non reprime queste forme di criminalità a bassa intensità che sono invece molto pericolose in quanto hanno come unica finalità l'eversione in opposizione allo stato di diritto. Siccome i magistrati non riconoscono nei rapporti di polizia giudiziaria la varietà di reati che questi delinquenti compiono è necessario che il governo li solleciti ad individuare l'ipotesi di reato per associazione a delinquere in quanto prodromica e strumento per la relizzazione dei reati poi costatati descritti da uff.li di polizia giudiziaria durante le azioni violente . Negando questa realtà governo e magistrati diventano complici e non è atteggiamento per uno stato di diritto e civile.

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