La polizia abbatte le barricate dei No Tap, al via la sistemazione degli ultimi ulivi

L'intervento è scattato nella notte. Una settimana fa il Tar del Lazio aveva dato il via libera alle operazioni di espianto e ricollocazione

Sabina Guzzanti e il complotto della Xylella. Tutta colpa del Tap

Alcuni degli ulivi espiantati nei terreni su cui passerà il Tap (foto LaPresse)

Il blitz è scattato nella notte. Prima le ruspe hanno rimosso le barricate costruite dai manifestanti lungo la strada, poi la polizia ha circondato il cantiere Tap in località San Basilio, a San Foca, Marina di Melendugno. Così, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso della Regione Puglia, i lavori di espianto e spostamento degli ultimi ulivi rimasti all'interno della zona (circa 43) possono essere completati.  

 


Il video postato su Facebook dai manifestanti No Tap


 

Undici piante, già rizzollate, sono state messe nei vasi e sistemate nell’area centrale del cantiere. I manifestanti, colti di sorpresa dal blitz, hanno provato ad organizzare un minimo di resistenza attraverso i social network, ma alla fine hanno dovuto cedere. Qualche insulto, un po' di tensione, slogan gridati all'indirizzo degli operai e delle forze dell'ordine, ma nessuno scontro.  

 

Dopotutto l'operazione di invasamento, come previsto dalla legge regionale, doveva essere effettuata entro il prossimo 30 aprile, visto che dopo non sarebbe stato più possibile farlo fino a novembre. Secondo i manifestanti nel blitz è stato eradicato anche un albero di cui non era previsto lo spostamento. Al momento comunque la situazione nell'area del cantiere è tranquilla. In questa prima fase erano 211 gli ulivi che dovevano essere espiantati e spostati.

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Commenti all'articolo

  • robyv73

    27 Aprile 2017 - 17:05

    Ciò che dovrebbe scandalizzare è che un magistrato che fa il politico e vorrebbe anche fare il segretario del principale partito politico di sinistra fiancheggia chi va contro la legge, Il bello è che poi vorrebbe anche tornare a fare il magistrato visto che non si è dimesso.

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  • luigi.desa

    27 Aprile 2017 - 15:03

    I violenti di piazza sono delinquenti comuni e i centri sociali ,loro basi, hanno legami stretti con i nuovi terroristi rossi , allo stato dormienti. .Lo scoprì molti anni fa Giancarlo caselli Procuratorie capo dell Repubblica di Torino . Iniziò a processarli poi si accorse che alcuni dei perseguiti e loro compagni ancora liberi tendevano ad entrare in clandestinità così desistette.Servizi e forze dell' ordine li conoscono e li controllano, ma non possono fare di più perchè se procedessero a denunce si scatenerebbero come belve impazzite i politici di estrema sinistra ( il super garantista Luigi Manconi &compagneros ). A dirla fuori dei denti quelli che all'epoca del terrorismo rosso furono chiamati loro fiancheggiatori sono ancora vivi e vegeti e fanno proselitismo e proteggono ,dall'alto delle loro virtù democratiche, i delinquenti di piazza con determinazione sempre pronti ad attivare Soccorso Rosso .NoTab, NoTav e altri no il ciufelo,criminalità allo stato brado !

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