Predicatori radicali e fan di Hamas. Così, a Milano, l'islam politico sostiene la Palestina

Domenica la XVIII edizione del Festival della Solidarietà Palestinese. Domani meeting a Brescia con Riyadh al Bustanij che in un video ha esaltato il martirio dei bambini di Gaza

Predicatori radicali e fan di Hamas. Così, a Milano, l'islam politico sostiene la Palestina

Raduno per l'anniversario della fondazione di Hamas (foto LaPresse)

Alla vigilia del primo turno elettorale in Francia, ancora una volta sconvolta da un attentato terrorista, l’islam politico si prepara per una grande kermesse a favore dei palestinesi fan di Hamas con la presenza di predicatori integralisti: il XVIII Festival della Solidarietà con il Popolo Palestinese organizzato dall'associazione benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese, in collaborazione con L’associazione dei palestinesi in Italia fra Milano, Brescia e Verona. L’animatore del festival è Mohammad Hannoun, noto alle cronache giudiziarie perché indagato in passato per finanziamenti ad Hamas e legato al circuito Ucoii (sul suo profilo Facebook ha già inneggiato per l’esito referendario in Turchia), è un architetto giordano di origine palestinese molto vicino all’ex leader di Hamas, Ismail Haniyeh, che ora potrebbe guidare l’ufficio politico dell’organizzazione terrorista palestinese. A Milano le due associazioni palestinesi, entrambe guidate da Hannoun hanno invitato Jamal Rayan, giornalista di Al Jazeera, Dima Tahboub, deputata del Parlamento giordano, Samira Dwayfya, deputata del Parlamento algerino e lo psichiatra Saad Al Din Al Othmani, il premier marocchino del partito della Giustizia e dello Sviluppo, vicino alla fratellanza e spesso ospite dell’islam politico in Italia. Insomma una kermesse che mescola personalità nell’alveo dei Fratelli musulmani a predicatori radicali, dove si leggeranno poesie, si faranno sermoni, si reciteranno preghiere, si canterà e soprattutto si raccoglieranno fondi per i fratelli palestinesi.

 

Fra i predicatori che arriveranno a Milano ci sarà anche Mohammad Moussa Al Sharif, teologo islamico saudita che in un video-intervista difende i matrimoni con le minorenni di 14 anni e accusa cristiani, atei e fornicatori di essere una minaccia ai diritti umani (sic). La festa milanese per la solidarietà alla Palestina si terrà domenica nell’hotel NH, dove spesso si sono tenuti corsi per gli imam e lezioni di sharia organizzati dalla discussa associazione veronese, guidata da un imam yemenita, che si dedica alla formazione delle guide religiose guidata. Solidali alla kermesse pro Palestina (che nel volantino mostra la mappa della Palestina che copre Israele), ci saranno anche un esponente del neonato Mdp, Arturo Scotto, e il deputato del M5s, Manlio Di Stefano, che, come ha spiegato lui stesso, non considera Hamas un gruppo terrorista, ma un partito eletto da libere elezioni.

 

Ma la presenza più inquietante, in un contesto in cui il Viminale è molto attento al transito degli integralisti nel nostro paese è senza dubbio quella del predicatore giordano Riyadh al Bustanji, che in un video ha esaltato il martirio dei bambini di Gaza. Era già stato invitato dal Caim, costola dell’Ucoii, a parlare a Milano nel 2013, e Davide Romano, giornalista e oggi assessore alla Cultura della comunità ebraica milanese, ingaggiò al tempo una battaglia per impedire che venisse in Italia. Romano si accorse che al Bustanij aveva raccontato di aver incontrato un bambino a Gaza che conosceva a memoria il Corano e pregava Allah di poter incontrarlo nella terra dei martiri di Gerusalemme. “Quel bimbo è un gigante dei nostri tempi”, aveva affermato.

 

Dopo aver guidato la preghiera finale del Ramadan all’Arena civica di Milano, quattro anni dopo al Bustanji torna per la kermesse palestinese filo Hamas. Non a Milano, ma nel più defilato meeting di Brescia che si terrà domani. Nel volantino pubblicato da Hannoun su Facebook dedicato al festival che si svolgerà in città, nel centro islamico di via Corsica considerato uno dei centri radicali della città, c’è anche un sottotitolo in italiano (in quelli dedicati agli eventi di Milano e Verona è scritto invece in arabo) che è inequivocabile: la Palestina si riunisce e a Gerusalemme ritorneremo. Inshallah.

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