Buone cose per cui verrà ricordato Piero Ottone. Il suo Corriere, forse no

Il giornalismo come mestiere elegante e le opinioni sui fatti, un giornalista metodico, cosmopolita, di polita scrittura, di vocazione anglosassone (un po’ mitologizzante) che ha fatto delle notizie separate dalle opinioni il proprio motto araldico

Buone cose per cui verrà ricordato Piero Ottone. Il suo Corriere, forse no

Piero Ottone con Paolo Sylos Labini nel 2003

Bisogna cominciare da un omaggio non d’occasione – in questi tempi di fake news incistate sull’uso improprio dei pareri a vanvera – per il giornalista metodico, cosmopolita, di polita scrittura, di vocazione anglosassone (un po’ mitologizzante) che ha fatto delle notizie separate dalle opinioni il proprio motto araldico. Prima da corrispondente a Londra e poi nell’Unione sovietica di Kruscev con la direzione del Corriere di Mario Missiroli e poi da commentatore di fatti italiani ed esteri. E ovviamente da direttore...

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