Il silenzio sui tempi burocratici del sisma

Il collo di bottiglia del sistema alimentato dai professionisti del cavillo

Il silenzio sui tempi burocratici del sisma

foto LaPresse

Traendo spunto dalle frasi pronunciate dal commissario Vasco Errani, che in modo un po’ concitato invitava i sindaci delle Marche a fare altri sforzi per fronteggiare la situazione determinata dai terremoti e dalle intemperie, si è aperta una polemica sullo stato della ricostruzione a sei mesi dal primo evento sismico nel centro Italia. Parlare di ricostruzione, mentre continua ad agire lo sciame sismico e le condizioni meteorologiche restano assai severe, per la verità, è improprio. Quel che si può fare, e certo come sempre si può fare meglio, è dotare i centri colpiti di strutture provvisorie e di rimuovere le macerie. Quel che ostacola queste attività è una certa ottusità burocratica, accompagnata dal collo di bottiglia rappresentato dalla supervisione dell’anticorruzione.

 

Se c’è un problema da criticare e da superare, è proprio questo meccanismo che imbriglia l’azione dei privati, delle amministrazioni, oltre che del commissario straordinario e della protezione civile. Non è ancora tempo di bilanci e di giudizi, ma si possono già identificare punti critici nel sistema, in modo da aiutare a rimuoverli, oppure indicare metodi e iniziative utili ad accelerare l’azione di protezione di popolazioni tanto duramente provate. Ancora più irritante è l’insistenza su questioni politiche individuali, come la scelta possibile di un abbandono del Pd da parte di Errani, mettendole in connessione con il presunto fallimento della sua azione come commissario. La critica è sempre una funzione lodevole dell’informazione ed è il sale della democrazia, ma in una situazione in cui sono alla prova la solidarietà e la coesione nazionale, eccessi e strumentalizzazioni non dovrebbero avere tutto questo spazio.

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Commenti all'articolo

  • gbvargiu

    25 Febbraio 2017 - 19:07

    Ma vogliamo renderci conto che il "sistema Italia" è un labirinto di cui è quasi impossibile trovare la via d'uscita? Ogni volta è la stessa storia; terremoti, processi giudiziari, crisi bancarie, immigrazioni di massa etc. etc.; niente si salva del nostro sistema amministrativo, giudiziario, legislativo e l'esperienza che di volta in volta si fa di ciò che non va fatto o fatto senza ritardo, è sempre la solita solfa: facciamone tesoro e tutta colpa della "ottusa burocrazia"! Vogliamo o no capire che l'Italia va rifondata di sana pianta a partire dalle leggi contorte e intricate che ci governano? Come? Il problema è proprio questo! Non vedo all'orizzonte nessuno che possa farsene carico e quindi aspettiamo che il sistema deflagri sperando che un'attimo prima si trovi la soluzione giusta.

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