Gli italiani hanno più fiducia nel futuro, ma continuano a risparmiare

Secondo il Global Consumer Confidence Survey di Nielsen la fiducia dei consumatori italiani è aumentata negli ultimi tre mesi del 2016

Gli italiani hanno più fiducia nel futuro, ma continuano a risparmiare

Foto di Pete Sheffield via Flickr

C’è ottimismo, anche se con qualche riserva. La fiducia dei consumatori italiani nel quarto trimestre del 2016 è aumentata rispetto ai tre mesi precedenti, passando da 57 a 58 punti secondo il Global Consumer Confidence Survey di Nielsen. Un dato positivo, sebbene sia calato rispetto allo stesso periodo del 2015, che fa intravedere come “a livello globali e italiano emergono segnali, seppure non eclatanti, tuttavia evidenti di inversione del ciclo congiunturale”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Nielsen Giovanni Fantasia. “L’indice di fiducia tiene, anzi è in lieve crescita, la propensione ai consumi si configura in aumento, la tendenza al risparmio, seppure ancora consistente, ha imboccato la via del decremento. Un italiano su quattro ritiene che la propria posizione economica sia in miglioramento”.

I segnali più positivi vengono dai miglioramenti della propensione al consumo. Per il 19 per cento degli intervistati quello presente è il momento giusto per fare acquisti, sulla base di una valutazione positiva dello stato della propria situazione finanziaria. Ben il 25 per cento infatti è dell’idea che quest’ultima migliorerà entro dodici mesi, un dato sensibilmente in crescita sia su base tendenziale (+2 punti) che congiunturale (+6 punti). Un risultato che si lega a un miglioramento della percezione della crisi economica, la cui gravità è sì percepita da un elevato numero di persone, l’85 per cento del totale, ma in netta decrescita rispetto al 2014, quando per il 96 per cento degli intervistati si dichiaravano preoccupati per la congiuntura economica.

E’ in ogni caso la tendenza al risparmio a caratterizzare il consumatore italiano. Il 39 per cento degli intervistati (in calo di tre punti percentuali rispetto al 2015) ha ammesso che il versamento in banca o in posta sia la forma migliore di impiego del denaro.

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