Strage di Viareggio, arriva la sentenza: 7 anni a Moretti, Elia e Soprano

Sette anni fa, nell'esplosione di un treno che trasportava Gpl sono morte 32 persone. Il tribunale di Lucca condanna in primo grado gli ex ad di Ferrovie, di Rfi e Trenitalia

Lucca, Sentenza strage di Viareggio

Lucca, Sentenza strage di Viareggio

Roma. Dopo sette anni e sette mesi e più di 140 udienze è arrivata la sentenza di primo grado del processo per la strage di Viareggio del 2009. Il Tribunale di Lucca, con l'aula delle udienze allestita al polo fieristico, si è ritirato in camera di consiglio alle 11 di martedì mattina e intorno alle 15 è arrivato il verdetto: il collegio giudicante, presieduto da Gerardo Boragine e composto fa Nidia Genovese e Valeria Marino, ha ritenuto colpevole e condannato a sette anni Mauro Moretti, all'epoca amministratore delegato di Ferrovie e oggi presidente di Leonardo-Finmeccanica.

 

Le condanne

Moretti, che non era presente in aula, è stato condannato in qualità di ex Ad di Rfi, carica che ha ricoperto dal luglio 2001 al settembre 2006, ma assolto come amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, incarico che ricopriva al momento della strage ferroviaria.

Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, è stato invece condannato a 7 anni e 6 mesi. Stessa condanna anche per Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia e di Fs Logistica.

La società Ferrovie holding è stata assolta, così come è stata stabilita l'assoluzione per Fs Logistica.

La procura aveva chiesto 16 anni per Moretti e 15 anni per Elia. Sul banco degli imputati c'erano 33 persone e 9 società. L'accusa per tutti a vario titolo era di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali.

Nella zona di rischio, dove basta una scintilla per riaccendere il rogo

Tracce di ruggine sull’asse che si è spezzato, quello deragliato che ha fatto ribaltare altri tre carrelli, considerato il responsabile materiale quasi certo della strage

Sono inoltre stati comminati 6 anni a Salvatore Andronico, della Divisione Cargo; 7 anni a Mario Castaldo (Divisione Cargo); 6 anni a Giovanni Costa (Rfi); 6 anni a Giorgio Di Marco (Rfi); 6 anni ad Alvaro Fumi (Istituto sperimentale); 6 anni e 6 mesi a Emilio Maestrini (Trenitalia); 6 anni e 6 mesi a Giulio Margarita (Rfi); 6 anni a Enzo Marzilli (Rfi); 7 anni a Giuseppe Pacchioni (Cima Riparazioni); 6 anni e 6 mesi a Daniele Gobbi Frattini (Cima Riparazioni); 6 anni e 6 mesi a Paolo Pizzadini (Cima Riparazioni); 9 anni a Uwe Koennecke (Jugenthal); 9 anni e 6 mesi a Rainer Kogelheide (Gatx); 8 anni a Uwe Kriebel (Jugenthal); 9 anni e 6 mesi a Peter Linowski (Gatx); 9 anni a Johannes Mansbart (Gatx), 9 anni a Roman Mayer (Gatx); 8 anni a Andreas Schroeder (Jugenthal).

 

Le assoluzioni

Ci sono anche otto imputati assolti nel verdetto di primo grado per la strage ferroviaria. Si tratta di Giuseppe Farneti (Rfi), Gilberto Galloni (Fs logistica), Mario Testa (Rfi), Angelo Pezzati (dirigente compartimento infrastruttura di Firenze), Stefano Rossi (Rfi), Joachim Lehmann (Jugenthal), Andreas Barth (Jugenthal), Andreas Carlsson (Jugenthal).

 

L'incidente

Il 29 giugno 2009, poco prima di mezzanotte, un convoglio che trasporta gas propano liquido, partito da Trecate, in Piemonte, e diretto a Gricignano, in provincia di Caserta, deraglia all'altezza della stazione di Viareggio, mentre viaggia a circa 90 km orari. Una delle cisterne che trasportano Gpl si rovescia su un fianco e si squarcia sbattendo contro un ostacolo. Comincia così a fuoriuscire il gas che avvolge i binari e le abitazioni affacciate sulla linea ferroviaria. Pochi minuti più tardi, forse innescata dal motore di uno scooter che percorre la strada parallela ai binari, nell'aria satura di Gpl un'esplosione sprigiona una nube di fiamme che investe in una frazione di secondo tutto quanto si trova nel raggio di centinaia di metri.

Il crematorio di Viareggio

“Il fuoco era alto, è arrivato sopra le macchine, nelle case, faceva pressione sulle finestre e entrava dentro gli appartamenti”. È un racconto collettivo

L’esplosione provoca la morte di 11 persone e quella successiva, per le ustioni, di altre 21. Parallelamente alle operazioni di soccorso e di scavo fra le macerie che andranno avanti per giorni e giorni, la procura di Lucca apre un'inchiesta per verificare le cause del deragliamento e individuare le eventuali responsabilità. A causare il disastro è la frattura di un assile, il tubo che collega due ruote sotto a una cisterna.

La ricerca della verità a Viareggio

Le foto scattate assieme ai pompieri di Viareggio dall'inviato Daniele Raineri

Sul banco degli imputati 33 persone e 9 società. Gli imputati sono accusati a vario titolo di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. I pm hanno chiesto pene complessive per 260 anni di reclusione. Sul processo pende la prescrizione di alcuni reati, in particolare incendio colposo e lesioni colpose. Marco Piangentini, presidente dell'associazione "Il Mondo che Vorrei", che riunisce i familiari delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, la
sentenza nel suo complesso "fa emergere l'esistenza di un sistema di sicurezza ferroviaria che non funziona". "Se loro si dichiarano innocenti - ha aggiunto Piagentini - possono benissimo rinunciare alla prescrizione e dimostrare la loro innocenza nel processo".

 

Leonardo amplia le perdite dopo la notizia della condanna dell'amministratore delegato, Mauro Moretti. I titoli scendono del 3 per cento, attestandosi a 11,85 euro. Finmeccanica non ha rilasciato ancora dichiarazioni e non è chiaro se, dopo la stretta “moralizzatrice” dell’ex ministro dell’Economia Saccomanni sui criteri e le modalità delle nomine degli amministratori delle società a partecipazione pubblica, anche la posizione di Moretti sia a rischio. Il “decalogo Saccomanni” prevede, infatti, “l’ineleggibilità e, nel corso di mandato, la decadenza automatica per giusta causa, senza diritto al risarcimento di danni, in caso di condanna, anche in primo grado, o di patteggiamento per gravi delitti” dei manager delle partecipate. 

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    31 Gennaio 2017 - 17:05

    In secondo grado verranno tutti o quasi assolti. Ormai si sa come in Italia i giudici di primo grado siano pedissequi alle richieste delle procure. Che poi vorrei capire dove sta la responsabilità dell'amministratore delegato nella rottura di un assile. Potrei capire se venisse condannato il tecnico che doveva controllare l'integrità della meccanica rotabile dei vagoni qualora fosse dimostrato che non aveva ben controllato ma l'AD...bohh... E' questo tipo di magistratura con questo genere di sentenze che fa letteralmente scappare le aziende straniere dall'Italia e purtroppo fa scappare anche le aziende italiane. Non solo ma queste sentenze illudono i poveri parenti delle vittime i quali dopo anni e anni (ce ne sono voluti sette solo per il primo grado) si aspettano una conclusione e un risarcimento adeguati.

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