Videogame e bar, signora mia

Il Corriere scivola sul racconto di una brutta storia in provincia

Videogame e bar, signora mia

(foto LaPresse)

I videogame, il bar e pure gli spinelli. Ieri il Corriere della Sera ha provato a raccontare “I giorni vuoti di Manuel e Riccardo”, i due minorenni indagati per l’ammazzamento di due coniugi a Ferrara, e il risultato è un esercizio di moralismo stralunato che sembra scritto da un ayatollah iraniano, che però prima di essere spedito a scrivere nella Bassa ferrarese sembrerebbe aver passato un po’ di tempo su una stazione orbitante tanto per perdere un po’ di più il contatto con il pianeta Terra e i suoi abitanti. I videogame, il bar e gli spinelli come preludio al loro destino terribile e inevitabile, come pure “ le loro ore di calcetto” e “i giri al centro commerciale di Comacchio”. Si facevano pure i selfie quando andavano in discoteca, signora mia, ed è chiaro allora che da un momento all’altro sarebbero approdati al delitto. E qui verrebbe da chiedersi cosa mai facessero i redattori del Corriere a sedici anni, e quale adolescenza gloriosa e piena abbiano avuto, forse premi Nobel e gare olimpiche, forse inventavano l’iPhone, forse abitavano tutti dentro ai Bastioni di Milano o entro le Mura aureliane a Roma, di sicuro per loro niente videogiochi e spinelli – vero? –, adolescenti di altra razza e di diverso futuro, mica pomeriggi da abbrutiti passati “a fumare e chiacchierare” come quegli altri.

E dopo? Giusto “il tempo di tornare nel silenzio e nella solitudine delle proprie stanze, davanti alla solita playstation”. L’articolo del Corriere cede in modo tragicomico a una tentazione fortissima: offrire ai lettori il solito racconto della vita giovanile e della provincia italiana come di luoghi entrambi desolati e senza redenzione, per loro natura. E per farlo calca su dettagli strategici che sotto qualsiasi altro titolo sarebbero normalissimi: “Le tende di plastica del bar”, “la piazzetta a due passi dal solito bar”. “Nelle giornate senza studio né lavoro c’era spazio per chattare con il telefonino, per organizzare giri in scooter o gite al mare attraverso i gruppi WhatsApp”. Capito? I gruppi WhatsApp. Non era necessario cedere per forza, sarebbe bastato ripassare i testi elegiaci di Max Pezzali, o l’ultimo Jovanotti: “Come nei sabati sera in provincia. Che sembra tutto finito poi ricomincia”, e invece. Poi dice che gli americani si buttano su Trump.

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