Vaccinare per legge, why not?

L’idea della Regione Toscana e la lotta alle bufale del web e dei medici

Vaccinare per legge

La Regione Toscana intende rendere obbligatorie le vaccinazioni negli asili nido, emanando un provvedimento simile a quello – già in vigore – della Regione Emilia Romagna. L’estate scorsa Stefania Saccardi, vicepresidente della Giunta toscana con delega al Diritto alla salute, aveva annunciato la legge dopo aver preso atto di “un calo preoccupante della copertura vaccinale” e il testo finale dovrebbe essere pronto per la prossima settimana. Al 31 dicembre 2015, il livello di sicurezza previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale era sceso in Toscana sotto la soglia minima (95 per cento). Quello lanciato dalla Regione Toscana insomma non era un allarme a casaccio, specie in un periodo in cui ciarlatani di internet e bufalari anti-vaccinazione trovano consenso in televisione e pure nei partiti, in primis il M5s. “Un bambino su 150 soffre di autismo. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale e alimentare e da vaccini e farmaci”, disse Beppe Grillo nel 2007 (forse la giuria popolare servirebbe per stabilre quante sciocchezze pubblica il suo Sacro Blog).

 

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E’ anche per colpa di simili posizioni che nei confronti dei vaccini sono aumentati dubbi e diffidenze. Lo dimostra anche la recente lettera di 450 cittadini inviata alla giunta regionale toscana, con la quale chiedono di ripensare il provvedimento che rende obbligatoria – scrivono – una “pratica medica non esente dai rischi di reazioni avversa”. I cittadini in questo documento dicono che “ogni medico deve poter applicare liberamente, dopo attenta valutazione, il principio di precauzione che include quindi la possibilità di sconsigliare un vaccino o modificarne i tempi di somministrazione rispetto ai calendari proposti”, ma dimenticano che la Federazione degli Ordini dei medici ha pochi mesi fa prodotto un documento proprio contro quei medici che disincentivano la vaccinazione.

 

“Il consiglio di non vaccinarsi, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica”, scrive la FNOMCeO, e può portare a provvedimenti disciplinari per il medico, fino alla radiazione. Secondo l’immunologo Alberto Mantovani, un’istituzione in campo medico, autore di “Immunità e vaccini” (Mondadori), “i vaccini salvano, nel mondo, cinque vite ogni minuto, 7.200 ogni giorno e potrebbero evitare 25 milioni di morti entro il 2020”. Pensate soltanto all’anti polio, tra i vaccini più noti: l’Unione Europea è “polio free” dal 2002, ma l’infezione è tornata nel settembre 2015 in Ucraina, dove due bambini sono rimasti paralizzati dalla polio. E’ la dimostrazione che i vaccini (parola che viene da “vacca” per l’appunto) servono e che in epoca di fake news non c’è bisogno di altre bufale.

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Commenti all'articolo

  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    06 Gennaio 2017 - 09:09

    Caro Foglio, su questo tema continuate a lavorare male, come un giornalone qualsiasi - in modo ideologico, forse? Finché continuerete a riferirvi ai fessi stellati, al loro capo, all'autismo non aiuterete nulla e nessuno. Il tema dei vaccini non è pro o anti. Queste sono due posizioni estremiste. Se ci fosse la disponibilità a comprendere che esistono lavori e ricerche scientifiche che non demonizzano il "vaccino" ma lo analizzano e inseriscono nella possibilità di libertà di scelta terapeutica forse si potrebbero fare passi avanti. Scegliere di non vaccinare non equivale a imbecillità. Una diversa calendarizzazione o tempistica di somministrazione non è un atteggiamento ostile, ma una possibilità terapeutica alternativa. Infine una domanda: meno stato in economia, meno stato in camera da letto, meno stato in agricoltura... e meno stato nella mia salute?

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  • guido.valota

    05 Gennaio 2017 - 23:11

    Bisognerebbe anche rassicurare gli interessati che la prospettiva dell'autismo, per la salute mentale di un imbecille antivaccini, costituirebbe un netto passo avanti.

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