Esiste un terrorismo minore?

La bomba a Firenze e le volontà destabilizzanti. La politica agisca

Firenze, bomba contro libreria vicina a CasaPound: artificiere perde una mano

Firenze, bomba contro libreria vicina a CasaPound: artificiere perde una mano (foto LaPresse)

L’attenzione giustamente riservata all’attentato di Istanbul ha un po’ oscurato la notizia della bomba esplosa a Firenze, che ha gravemente ferito un artificiere. Si tratta di un atto terroristico – per ora a Firenze si indaga per tentato omicidio, e non per terrorismo, ma è un eccesso di prudenza, diciamo – che deve essere preso sul serio e che propone qualche interrogativo. Il sistema di vigilanza e protezione messo in atto per Capodanno è stato violato dai criminali che hanno sistemato la bomba nell’intercapedine della cancellata di una libreria di destra (in un certo senso, lo stesso è accaduto a Palermo, dove un uomo ha sparato con un’arma da fuoco in piazza Ruggero Settimo, dove era in corso un concerto).

L'attentato di Capodanno a Istanbul e la caccia all'uomo in Turchia

Al momento nessuna rivendicazione, ma le piste sono sempre due: lo Stato islamico o il Pkk curdo. L'attentatore era armato di kalashnikov, ma "non era vestito da Babbo Natale", ha detto il premier turco. Almeno 39 morti, 15 sono stranieri - le foto dell'attentato

Naturalmente nessun meccanismo può essere perfetto, ma il fatto che si sia potuto realizzare un attentato anche durante una fase di particolare allarme resta preoccupante. L’area cui, a quanto pare, fanno riferimento gli attentatori, quella dell’anarchia insurrezionalista, ha già dato segnali di effervescenza e forse non ha subìto la necessaria reazione da parte delle forze dell’ordine, né da parte della politica. I segnali di turbamento dell’ordine democratico, a cominciare dall’aggressione subita dall’ex parlamentare Osvaldo Napoli, cominciano a inanellarsi, il che potrebbe incrinare il clima di sostanziale ordine che caratterizza l’Italia.

L’immediata visita a Firenze del ministro dell’Interno Marco Minniti e del capo della polizia Franco Gabrielli testimonia la consapevolezza della gravità dell’accaduto, e il pericolo che dia il via a una nuova spirale di violenza politica. Anche le autorità locali, che in Toscana hanno spesso tollerato e persino un po’ coccolato le espressioni della moderna anarchia, forse in considerazione dell’antico lignaggio novecentesco in quell’area, dovrebbero riflettere attentamente su questo atteggiamento. Se si sentono impuniti per i reati “minori” come le occupazioni tipiche dei cosiddetti centri sociali, gli anarchici, o una parte di loro, può sentirsi indotta a passare a forme più radicali e violente di contestazione.

Ma in una fase in cui la violenza politica internazionale ha assunto una dimensione incontrollabile, è possibile che si sviluppino fenomeni di emulazione pericolosi. Quindi, anche contro questo terrorismo “minore”, è necessario agire con tempestività e decisione.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    03 Gennaio 2017 - 11:11

    Siamo alle solite dei compagni che sbagliano. Una bomba anarchica, de sinistra, islamica, non è mai veramente grave e, insomma, i bombardati se la sono sempre voluta almeno un po'. In attesa che possa emergere la verità sulla bomba palestinese alla stazione di Bologna che, insomma, i bolognesi se l'erano un po' voluta, no?

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