I funerali di Fabrizia di Lorenzo, uccisa nell'attentato a Berlino

Alla cerimonia anche Mattarella e Minniti. In migliaia davanti alla Cattedrale. Il Vescovo: "Ha dovuto lasciare questa terra che non riesce a dare speranza ai giovani"

I funerali di Fabrizia di Lorenzo, uccisa nell'attentato a Berlino

Attentato a Berlino, a Sulmona i funerali di Fabrizia Di Lorenzo (foto LaPresse)

Un caloroso e interminabile applauso da parte delle migliaia di persone che non avevano trovato posto nella Cattedrale di San Panfilo a Sulmona (L'Aquila), ha accompagnato le note del Miserere per tributare l'ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne uccisa nell'attentato di lunedì scorso a Berlino al mercatino di Natale di Breitscheidplatz. Alla cerimonia funebre, celebrata dal Vescovo Angelo Spina, hanno partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro degli Interni Marco Minniti, oltre a numerose autorità regionali e locali. "Fabrizia era andata via da qui per cercare lavoro, ha dovuto lasciare questa terra che non riesce a dare speranza a questi giovani per il lavoro", è l'accusa di monsignor Spina.

 

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"Dal cielo cara Fabrizia, con il tuo sorriso, la tua giovialità, la tua leggerezza e le tue preghiere dona e conforto ai tuoi cari. Da lassù guarda ai giovani della nostra terra e del mondo intero, prega perché i giovani capiscano quanto è prezioso il dono della vita che va difeso e custodito e perché ognuno di noi sia ambasciatore e costruttore di un mondo di pace". Con queste parole monsignor Spina ha concluso la sua omelia. Il vescovo ha parlato di "folle gesto", riferendosi all'atto terroristico che il 19 dicembre scorso ha provocato la morte di 12 persone e ne ha ferite altre 56. Lo stragista, il tunisino Anis Amri, è stato ucciso il 23 dicembre a Sesto S. Giovanni, in uno scontro a fuoco con la polizia. Lo Stato islamico ha rivendicato l'attentato. "La nostra ragione si ferma, resta smarrita di fronte al mistero della morte", ha continuato il Vescovo. "Anche noi oggi siamo qui a piangere la nostra sorella e amica Fabrizia, nel dolore il pianto ci ricorda che siamo figli adottivi di Dio e fratelli di Gesù". Fabrizia "all'improvviso, in modo tragico, ci ha lasciati, ma il suo sorriso rimarrà sempre con noi. L'ultima parola non è della morte ma della vita". 

 

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La conferma della morte di Fabrizia era arrivata tre giorni dopo la strage, grazie all'esame del Dna. È morta investita dal camion lanciato a tutta velocità da Anis Amri tra le bancarelle nel mercatino di Charlottenburg dove Fabrizia si era recata per fare gli ultimi acquisti di Natale. La 31enne era laureata in Affari internazionali e da tre anni residente a Berlino dove lavorava in una ditta di trasporti.

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