Il piano antiterrorismo di Minniti: "Coinvolgiamo gli enti locali"

Dopo Berlino, il ministro dell'Interno propone di modulare le misure di sicurezza in base alle diverse Province e Regioni

sicurezza antiterrorismo

Militari sorvegliano le strade di Milano (foto LaPresse)

Dopo gli attentati di Nizza e di Berlino, simili tra loro per le modalità e la semplicità d'esecuzione, il ministero dell'Interno italiano pensa ora a come calibrare i propri sforzi per rafforzare la sicurezza dei cittadini, in particolare a ridosso delle festività natalizie. Un compito difficile, se si pensa alle modalità di reclutamento – che spesso avviene online – e di pianificazione degli attentati – difficile da prevenire – da parte dei terroristi dello Stato islamico.

 

 

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In un colloquio con Il Corriere della Sera il nuovo ministro dell'Interno, Marco Minniti, spiega che lo schema di azione del Viminale è quello di modulare il dispiegamento delle forze sul territorio con la collaborazione degli enti locali e anche dei cittadini. "Un modello di difesa che coinvolga tutte le forze territoriali, dal prefetto al sindaco, passando per la polizia locale", ha spiegato Minniti. "Non ci saranno più liste di obiettivi uguali in tutta Italia, ma misure modulate rispetto alle realtà di regioni e comuni che sono diverse e come tali devono essere trattate". "L'attentato di Berlino – spiega il ministro – ripropone in maniera estrema il problema del 'lupo solitario'. Un meccanismo semplice, uno scenario che avevamo già visto a Nizza e che adesso si è ulteriormente semplificato". Il caso di Berlino è emblematico della relativa facilità con cui attacchi devastanti possono essere compiuti da individui radicalizzati. "Se è attendibile la ricostruzione fornita dalle autorità tedesche", ha detto il ministro, "lì c'è stato un atto semplificato al massimo con una persona che decide di rubare un mezzo pesante e poi lo scaglia contro la folla". Ecco perché vanno individuati i punti di vulnerabilità "che sono diversi per ogni città" e perché "ognuno deve portare le informazioni di cui dispone e metterle in comune, in modo da avere un quadro preciso e sempre aggiornato della situazione di pericolo".

Marco Minniti (foto LaPresse)

Quanto agli scenari per il nostro paese, l'analisi delle informazioni ricevute negli ultimi giorni conferma che "non c'è una minaccia specifica contro l'Italia" ma, ha continuato Minniti, "siamo consapevoli che la preparazione dell'attacco può avvenire in tempi rapidissimi. Noi sapevamo che in Germania c'era un'allerta sui mercatini di Natale", resa nota dopo che i giornali avevano parlato dell'arresto di un ragazzino che aveva manifestato l'intenzione di farsi esplodere. Per questo "non si può escludere che il terrorista si sia ispirato proprio alle notizie uscite e che prima non avesse alcuna idea precisa su come e dove colpire". Un'azione estemporanea che, secondo il ministro, "si può sperare di prevenire soltanto se tutti, cittadini compresi, decideranno di cooperare".

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