Minacce, intimidazioni e ora indagini su un dipendente. Perché la Romeo Gestioni lascia il Cardarelli

Per l'azienda di pulizie "in queste condizioni è impossibile proseguire ogni attività e forse bisognerebbe accettare l’idea che solo l’Esercito o le Forze dell’Ordine potrebbero garantire il Servizio a cui necessariamente rinunciamo"

Minacce, intimidazioni e ora le indagini su uno dei suoi dipendenti. Perché la Romeo Gestioni lascia il Cardarelli

L’azienda di pulizie Romeo Gestioni ha annunciato sabato che intende rinunciare alla commissione per la pulizia dell’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli, un contratto che vale 24 milioni di euro. In un comunicato stampa l'impresa spiega che la sua decisione è motivata dall’apertura di indagini preliminari per appurare eventuali collusioni tra un suo dirigente e ambienti camorristici del capoluogo partenopeo, affermando come negli anni passati l'azienda abbia attivato "tutte le attività di allarme, di denunce e di bonifica giuslavoristica delle maestranze, effettuate dal momento del subentro alle ditte che precedentemente erogavano il servizio in oggetto al Cardarelli". La Romeo Gestioni ha inoltre sottolineato "che per legge e per contratto, le ditte che subentrano ad altre in una commessa di Servizi, sono obbligate ad assumere tutto il personale preesistente. Personale che non si può licenziare, se non per giusta causa dopo lunghe procedure di garanzia, e che deve essere assorbito 'de facto'”. 

L’azienda ha appreso di queste ipotesi di reato “con amarezza e stupore", accuse "da cui ci difenderemo solidalmente con il nostro dirigente a cui ribadiamo stima e fiducia, affidandoci ancora una volta all’equilibrio della Magistratura”. E così l’apertura delle indagini ha fatto decidere per la risoluzione del contratto per “per evitare il paradosso assurdo che il rispetto del contratto di lavoro e della legge vigente in materia, si prefiguri a ulteriore nostro danno come una reiterazione dei reati contestati".

"In queste condizioni è impossibile proseguire ogni attività e forse bisognerebbe accettare l’idea che solo l’Esercito o le Forze dell’Ordine potrebbero garantire il Servizio a cui necessariamente rinunciamo", conclude il comunicato stampa dell'azienda.

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