Maltempo in Piemonte, emergenza a Garessio. Ma il problema sta a monte

Continuano le forti piogge nel cuneese e peggiora la situazione rispetto a questa mattina - VIDEO - Esonda il fiume Tanaro, nei pressi di Ceva - FOTO 

Alluvione in Piemonte, il fiume tanaro nei pressi di Ceva

Alluvione in Piemonte, il fiume Tanaro nei pressi di Ceva

È sempre più difficile la situazione nel Cuneese, in particolare tra Ormea e Garessio. “Il fiume Tanaro ha scavalcato il ponte centrale di Garessio, dividendo la città in due. Abbiamo chiuso tutti i ponti, le fabbriche e le scuole. I bar e i negozi del centro sono allagati. La statale che arriva da Ceva è chiusa per frane, siamo isolati a tutti gli effetti. Al momento non risultano incidenti a persone ma la situazione è brutta”, dice all'Ansa il sindaco Sergio Di Steffano, confermando l'aggravamento delle condizioni di questa mattina che hanno ricordato l'alluvione del 1994. Le immagini amatoriali riprese da Mattia Andreis sono abbastanza eloquenti.

 



  

Le previsioni meteo non aiutano: si teme che le piogge possano intensificarsi nelle prossime ore moltiplicando i problemi, già evidenti in seno alla circolazione stradale e ferroviaria in diverse parti del Piemonte. Non a caso il premier Matteo Renzi ha contattato il presidente della regione Sergio Chiamparino. I disagi sono palesi a tutto tondo, per questo tornano alla mente le parole di Franco Prodi, fisico esperto di climatologia tra i più apprezzati al mondo: per evitare guai bisogna lavorare bene e soprattutto tempestivamente. Il dissesto idrogeologico italiano, del resto, è il segreto di Pulcinella: “Stiamo subendo le conseguenze della dissennata gestione del territorio che c’è stata negli anni e del complicato rapporto dell’uomo con le risorse naturali”, diceva al Foglio in tempi non sospetti Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi).

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    24 Novembre 2016 - 20:08

    Con 4-500 millimetri di pioggia in pochi giorni verrebbe giù tutto anche se l'uomo non esistesse. Non cominciamo anche noi con i piagnistei degli ambientalisti. Che sono tra i principali responsabili dell'abbandono della montagna.

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