Soldati a Milano

La svolta di Beppe Sala su criminalità e immigrati è di tipo culturale
Soldati a Milano

Beppe Sala (foto LaPresse)

Dobbiamo dire, per dovere di equanimità verso la povera Virginia Raggi, che difendere l’Elefantino del Bernini alla Minerva dai vandali in una città come Roma, con tutte le sue opere d’arte, è probabilmente più complicato che presidiare i quartieri a rischio criminalità dell’immigrazione di una città come Milano. Il che comunque è una faccenda complicata e seria. Ma le dichiarazioni di lunedì del sindaco Beppe Sala, a margine di una visita della presidente della Camera, Laura Boldrini, a Quarto Oggiaro – quartiere difficile, ma in via di messa in sicurezza – sono un segnale da valutare: “Obiettivamente i militari possono tornare utili in una situazione come quella di Milano e di via Padova in particolare”, ha detto il sindaco, “sto considerando di chiedere per la città una parte dei militari che erano impegnati sul progetto ‘strade sicure’ per il Giubileo”. Lunedì è morto un cittadino dominicano accoltellato sabato sera in una rissa con sparatoria in piazzale Loreto, la porta d’ingresso di via Padova, territorio ad alto rischio di bande sudamericane e, ancor più, di possibili infiltrazioni islamiche radicali.

 

Beppe Sala non è Rudy Giuliani, non è trumpiano. E’ un sindaco di sinistra e sta provando a impostare per la sua città, con ampia delega all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, una politica di controllo delle periferie diversa dal passato, basata su un presidio massiccio e preventivo del territorio. Ma per farlo occorre uno scatto non solo tecnico ma prima di tutto culturale, anche per segnare una discontinuità rispetto alla giunta arancione di Giuliano Pisapia, piuttosto latitante in materia: “Alcune comunità sudamericane si caratterizzano per avere livelli di violenza preoccupanti. In via Padova da Loreto in su agiremo perché li tema sicurezza è più urgente che altrove”, ha dichiarato Sala. E ha pronunciato la parola magica, “militari”. Attendiamo di vedere le conseguenze pratiche dell’enunciazione, ma dal punto di vista simbolico e della comunicazione il passo è stato fatto (e, conoscendo Sala, non è voce dal sen fuggita). Difendere l’ordine pubblico, il territorio e i cittadini è un obiettivo che rientra nella cultura politica e amministrativa della sinistra. Il buonismo, se così si può dire, non abita più qui. Almeno per il momento.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi