Le quattro fasi per il dopo terremoto dell'Italia centrale

Allontanarsi dalle zone colpite dal sisma, container entro Natale, poi case di legno e infine la ricostruzione. Renzi: "Non lasciamo indietro nessuno"
Le quattro fasi per il dopo terremoto dell'Italia centrale

Il premier Matteo Renzi (foto LaPresse)

Dopo le proteste dei cittadini di Norcia che chiedono di restare vicini alle proprie case in tensostrutture, il premier Matteo Renzi ha presentato le quattro fasi per il dopo terremoto che ha colpito l'Italia centrale al termine di una riunione del Consiglio dei ministri. La prima: "Nell'immediata emergenza" verrà chiesto a chi è stato colpito dal sisma "di spostarsi per qualche settimana". La seconda, "intermedia", sarà "quella dei container" prima di Natale, "meno piacevole delle casette di legno ma che ci consente di riportare lì la gente". Poi "entro primavera o estate ci sarà la costruzione delle case di legno" e infine "la fase della ricostruzione vera e propria". "Non lasciamo indietro nessuno – spiega Renzi – il paese deve essere unito". Dunque container per gli sfollati per evitare "che vi siano sei sette mesi da trascorrere altrove".

 

Il premier annuncia che da qui a venerdì ci sarà "un altro decreto". L'obiettivo è "accelerare le procedure" e aggiungere "ulteriori risorse" se saranno necessarie. Il Cdm odierno, "per rispondere a un evento eccezionale", ha esteso i poteri di emergenza del capo della Protezione civile. "Se si possono accelerare i tempi facciamolo", ha sottolineato il premier, ribadendo che sarà "necessario più personale, anche per le verifiche", si tratta di "misure non calate dall'alto. Lo strumento di lavoro è quello del coinvolgimento con tutti i cittadini".

 

"Ricostruiremo tutto", conferma Renzi più volte, "anche le chiese. Norcia senza chiesa è senza identità", continua il premier, e il sisma ha ferito "il cuore dell'Italia, quei comuni hanno un'anima e quell'anima non vogliamo perderla". C'è anche "una faglia emotiva che dobbiamo recuperare", ha spiegato anche Vasco Errani che, insieme al capo della Protezione civile Curcio e ai quattro presidenti delle regioni interessate dal sisma, ha partecipato al Cdm. "C'è un clima straordinario nel paese, la gente ha voglia di dare una mano, non sciupiamolo con polemiche inutili", è stato l'appello finale del presidente del Consiglio.

 

No a polemiche fuori luogo, quindi, come quelle con la Ue. "Con Bruxelles non c'è nessun braccio di ferro, nessun problema, non è in corso alcuna trattativa, assistiamo alla solita telenovela", puntualizza il premier nel confermare che "quello che ci serve noi lo metteremo" per ricostruire "proprio tutto". "Stiamo rispettando le regole europee, ci sono le clausole sugli eventi eccezionali", ricorda Renzi riferendosi alla questione dell'immigrazione, all'emergenza sisma, ma anche alla necessità di mettere in sicurezza le scuole. "L'Italia consentirà a tutti i sindaci e amministratori di spendere i soldi per l'edilizia scolastica perché con i bambini non si scherza", mette in chiaro il presidente del Consiglio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi