Il Tar ha respinto il ricorso di M5s e Sinistra italiana sul quesito referendario

I grillini e il Codacons annunciano battaglia in Cassazione. Il tribunale amministrativo: "Difetto di giurisdizione".

Il Tar ha respinto il ricorso di M5s e Sinistra italiana sul quesito referendario

Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Roma. Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile "per difetto di giurisdizione" il ricorso sul quesito del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre presentato nelle scorse settimane dal Movimento 5 stelle e Sinistra italiana. "Considerata l'urgenza di dare una risposta definitiva alla questione, il Tar non si è limitato alla richiesta cautelare e ha definito il merito della controversia". A giudizio dei magistrati amministrativi, "l'individuazione del quesito contestato è riconducibile alle ordinanze adottate dall'Ufficio centrale per il referendum istituito presso la Corte di cassazione ed è stato successivamente recepito dal presidente della Repubblica nel decreto impugnato". Di conseguenza, si legge ancora nel comunicato diffuso questa mattina, tali ordinanze sono "sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell'ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale". Il Tar ha confermato che "eventuali questioni di costituzionalità della legge sul referendum, relative alla predeterminazione per legge del quesito e alla sua formulazione, sono di competenza dell'Ufficio centrale per il referendum, che può rivolgersi alla Corte costituzionale".

 

Non s'è fatta attendere la reazione dei ricorrenti. Il senatore pentastellato Vito Crimi ha detto che si tratta di una decisione "incredibile". Ora, ha aggiunto, "con gli avvocati valuteremo tutte le strade. La cosa incredibile è che la scelta della Cassazione non è appellabile. Siamo al 5.0 della truffa". Il Codacons annuncia che la "battaglia si sposta in Corte di cassazione". Per il presidente della nota associazione dei consumatori,Carlo Rienzi, "in questa materia è sempre difficile trovare un giudice che si assuma l'onere di contestare l'operato del governo, specie ora che è in atto un nuovo scontro tra magistratura e governo".

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