I soldati italiani in Lettonia e la Turchia verso il presidenzialismo. Le notizie del giorno, in breve

Tutto quello che è successo venerdì in Italia e nel mondo senza fronzoli, fuffa e divagazioni.
I soldati italiani in Lettonia e la Turchia verso il presidenzialismo. Le notizie del giorno, in breve

Il presidente turco Tayyip Erdogan (foto LaPresse)

DALL'ITALIA

 

I soldati italiani saranno nel contingente Nato in Lettonia. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha confermato che 140 soldati faranno parte, dal 2018, dei 4 battaglioni Nato schierati in Lettonia come deterrente contro la Russia. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha rassicurato sulla natura difensiva del contingente. Proteste dell’opposizione. Il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, e il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento.

 


 

Il M5s minaccia di uscire dall’Anci. I sindaci pentastellati hanno domandato “un cambio di rotta” sull’atteggiamento dell’Associazione dei comuni riguardo il governo e il tema della corruzione. Il presidente, Antonio Decaro, li ha invitati a rimanere  nell’associazione.

L’Ordine dei giornalisti ha fatto sapere che i suoi legali presenteranno le prime denunce per le aggressioni alla convention di Palermo del M5s.



Scontro sull’anticipo pensionistico. All’incontro tecnico con i sindacati, il governo ha spiegato che l’Ape gratuita varrà per i redditi fino a 1.350 euro con 30 anni di contributi. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha attaccato il governo sul numero di anni di contributi versati necessari: “30 invece di 20. Il governo ha cambiato le carte in tavola”.

 



Berlusconi ha annullato il vertice con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, previsto in origine per venerdì pomeriggio.

 



Aggiornato il debito pubblico. La Banca d’Italia ha certificato che ad agosto si è attestato a 2.224,7 miliardi di euro. Rispetto a luglio è calato di 30,9 miliardi, mentre è aumentato di 38,3 miliardi dal 2015.

 



L’Eni apre i pozzi di Kashagan. E’ partita dopo 19 anni di ritardi la produzione nel giacimento sotto al Mar Caspio. Entro un anno dovrebbe essere raggiunta la produzione giornaliera di 370 mila barili.  

 



Borsa di Milano. FtseMib +1,98 per cento. Differenziale tra Btp e Bund a 137 punti. L’euro chiude in ribasso a 1,09 sul dollaro. 

 

 

 

DAL MONDO

 

Israele rompe la collaborazione con l’Unesco per Gerusalemme. Lo ha dichiarato il ministro dell’Educazione, Naftali Bennett. La decisione del comitato esecutivo dell’agenzia dell’Onu – che ha riconosciuto il Muro del Pianto e il Monte del Tempio sacri soltanto per la religione musulmana, approvando l’utilizzo del solo nome arabo – è stata definita “assurda” e offre “supporto al terrorismo”. La direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, si è dissociata dalla posizione del comitato.

 



La Turchia verso il presidenzialismo. Il ministro della Giustizia, Bekir Bozdag, ha affermato che nel corso della prossima primavera potrebbe tenersi un referendum per la revisione della Costituzione. Il premier, Binali Yildirim, aveva avanzato l’idea, sostenendo di non voler cambiare i poteri del Parlamento.

Fonti di stampa turche riferiscono che le milizie addestrate da Ankara prenderanno parte nell’offensiva contro Mosul prevista “nei prossimi giorni”.

 



Prorogata la tregua con le Farc fino al 31 dicembre. Lo ha annunciato il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos. Dopo il fallimento del referendum del 2 ottobre, la tregua con i guerriglieri sarebbe dovuta durare fino a fine mese.



Elizabeth Warren contro la Sec. La senatrice democratica ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di rimuovere dal suo incarico il capo della Securities and exchange commission, Mary Jo White, perché accusata di portare avanti “un’agenda anti trasparenza”.

Gli Stati Uniti hanno eliminato la restrizione di 100 dollari per le importazioni di sigari e rum da Cuba.

 



Putin conferma le basi in Siria. Il presidente russo ha firmato la legge che autorizza lo schieramento a tempo indeterminato delle forze russe in Siria.

 



Eletto il Preposito generale dei Gesuiti. E’ il venezuelano Arturo Sosa Abascal.

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