Dopo il Parlamento le scie chimiche invadono anche i Consigli comunali di Perugia e L'Aquila

Un convegno complottista nel capoluogo abruzzese. "Per la prima volta, dopo oltre dieci anni di irrorazioni quotidiane su tutto il territorio nazionale, un Consiglio Comunale coglie il problema”, recita l'invito.
Dopo il Parlamento le scie chimiche invadono anche i Consigli comunali di Perugia e L'Aquila

foto Tambako The Jaguar via Flickr

Dalle interrogazioni parlamentari, la lunga coda delle scie chimiche si spande sui cieli dei consigli comunali. Il prossimo 19 novembre, presso l'Auditorium del Parco de L’Aquila, l'associazione "Riprendiamoci Il Pianeta - Movimento di Resistenza Umana e Alternativa Riformista Umbria", terrà il convegno "Chemtrails (scie chimiche) geoingegneria e manipolazione climatica e ambientale", organizzato, specificano gli organizzatori, "su invito e con il Patrocinio del Consiglio Comunale de L’Aquila".

 

Il Consiglio comunale aquilano, già il 25 febbraio scorso, aveva approvato un ordine del giorno a oggetto "scie chimiche e informazione", con il quale "si impegnano il Consiglio, il sindaco e l'amministrazione a farsi promotori presso il governo affinché si chiarisca la situazione”, ritenendo "ormai inderogabile che su questo 'misterioso e preoccupante' tema il governo italiano informi tutti i cittadini", data la "massiccia e continua immissione di sostanze che possono essere nocive". Primo firmatario il consigliere Ermanno Giorgi (Centro democratico). Ma le scie non hanno colore (politico) e dunque seguono le firme di Marco Cimoroni dell’Api, del capogruppo di Forza Italia Guido Liris e di quello di Noi con Salvini, Emanuele Imprudente. Aveva firmato anche il capogruppo del Pd Stefano Palumbo ma, dopo una "lettura attenta" dell'odg, ha annunciato di aver rimosso la firma.

 

"Per la prima volta, dopo oltre dieci anni di irrorazioni quotidiane su tutto il territorio nazionale, un Consiglio Comunale coglie il problema e decide di ascoltare la voce delle associazioni e dei liberi ricercatori che studiano il fenomeno e lo documentano continuamente sul web”, recita la nota dell’associazione in riferimento al convegno di novembre. Ma anche questo presunto "primato" del Comune de L'Aquila è, a suo modo, una bufala. Prima della cittadina abruzzese, purtroppo, anche altri avevano preso un'iniziativa simile. Come aveva fatto nell'aprile del 2016, il Consiglio comunale di Perugia che aveva dato il suo patrocinio al convegno "Chemtrails, geoingegneria e manipolazione climatica", organizzato da Alternativa riformista, la lista elettorale guidata da Amato John De Paulis, candidato nel 2009 a sindaco di Perugia e nel 2015 a presidente della Regione.

 

In breve, l’idea delle scie chimiche viene nel 1995 a Bill Brumbaugh, conduttore radiofonico americano, che si impossessa di qualche campione di carburante per aerei e, non potendo permettersi le analisi, si affida al microbiologo Larry Wayne Harris, che non le pubblica mai a causa di problemi legali (detenzione illegale di bacilli della peste bubbonica ottenuti in modo fraudolento). Nel 1997 un suo vicino di casa, Richard Finke, invia una mail in una lista tematica sul bioterrorismo affermando che nel carburante è stato trovato un pesticida molto tossico. La mail si diffonde, si modifica, si ingrossa e la bufala prende forma. Nel 1999 il giornalista William Thomas, nella popolare trasmissione radiofonica "Coast to Coast AM" – nota anche per i bollettini sulle imminenti invasioni aliene, gli scoop sugli extraterrestri nell'area 51 e la cronaca dell’incredibile viaggio nel tempo di John Titor – parla delle scie chimiche e da quel momento in poi la teoria è pronta all’uso: le scie di condensazione degli aeroplani, formate da vapore acqueo, secondo i complottisti sarebbero operazioni di dispersione di vari metalli orchestrate dai governi o da poteri occulti, con una varietà di effetti che vanno dal controllo del clima, alla diffusione di malattie, al “controllo delle menti”.

 

In Italia le interrogazioni parlamentari sul tema cominciano nella XIII legislatura, quella durata dal 1996 al 2001. Negli ultimi anni, tra il 2003 e il 2014, sono state presentate al Parlamento italiano almeno una quindicina di interpellanze sulle scie chimiche, quasi tutte da parte di deputati o senatori del centrosinistra. Prima che alla folta schiera si aggiungessero i focosi grillini, erano già comparse le firme di Antonio Di Pietro e Domenico Scilipoti. Il salto di qualità nel 2014, quando l'eurodeputato del M5s Marco Zullo portò lo scandalo “scie chimiche” all’Europarlamento. Una perdita di tempo e denaro pubblico, dal momento che scienziati ed enti di tutto il mondo hanno più volte spiegato l'assoluta inconsistenza della teoria.

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