Le polemiche sulle elezioni in Italia nel 2018 e il governo di Tobruk sfiduciato. Le notizie del giorno, in breve

Tutto quello che è successo lunedì in Italia e nel mondo senza fronzoli, fuffa e divagazioni.
Le polemiche sulle elezioni in Italia nel 2018 e il governo di Tobruk sfiduciato. Le notizie del giorno, in breve

Conferenza stampa di Matteo Renzi (foto LaPresse)

DALL'ITALIA

 

Hollande, Merkel e Renzi a Ventotene per far ripartire l’UE. Incontro trilaterale sulla portaerei Garibaldi tra il presidente della Repubblica francese, la cancelliera tedesca e il presidente del Consiglio italiano. Dopo aver reso omaggio alla tomba di Altiero Spinelli, i capi di stato e di governo hanno discusso del futuro dell’Unione europea, di economia, disoccupazione e migranti. “Oggi noi dobbiamo garantire un’Europa sicura e vivere secondo i nostri princìpi”, è stato il commento della cancelliera Merkel, che ha aperto alla possibilità di considerare il problema dei migranti in ottica europea, posizione sostenuta anche da Hollande.

 

Nella sua e-news settimanale, il premier Matteo Renzi ha invitato il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, a un confronto alla festa dell’Unità di Bologna.

 


 

Polemiche sulle elezioni nel 2018. Le opposizioni hanno criticato le parole del presidente del Consiglio circa la data delle prossime elezioni politiche. Renato Brunetta, di Forza Italia, ha invitato gli elettori a votare comunque contro la riforma costituzionale. “Aveva giurato: se perdo il referendum lascio la politica. Ora dice: in ogni caso si voterà nel 2018. Cos’è se non una ritrattazione di fronte alla crescente paura di perdere?”, scrive Piero Ricca sul blog di Beppe Grillo.

 


 

Migliora la situazione sul fronte corruzione secondo l’indice di percezione di Transparency International, presentato lunedì. L’Italia è ora sessantunesima al mondo, guadagnando otto posizioni rispetto allo scorso anno, ma ancora indietro rispetto ad altri grandi paesi occidentali.

 


 

Alcoa smantella Portovesme. La multinazionale americana Alcoa ha annunciato in una nota che darà il via alle operazioni di riqualificazione del suo impianto di Portovesme, essendo sfumata la possibilità di trovare un acquirente. I sindacati replicano che è necessario continuare le ricerche di una nuova gestione del sito.

 


 

Borsa di Milano. FtseMib a +0,36 per cento. Differenziale tra Btp e Bund a 119 punti. L’euro chiude in rialzo a 1,13 sul dollaro.

 

DAL MONDO

 

La Russia ritira gli aerei dalla base militare di Hamedan in Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran ha annunciato ieri che gli aerei russi stazionati nella Repubblica islamica non avrebbero più condotto sortite e sarebbero tornati a casa. Il governo russo ha confermato la notizia, aggiungendo che è possibile un ritorno dei mezzi in Iran sulla base di accordi reciproci. La settimana scorsa l’annuncio dell’uso della base da parte russa aveva fatto avanzare richieste di chiarimenti dal Parlamento iraniano, causando l’irritazione del ministro della Difesa.

 

Putin ha proposto al presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen e al primo ministro israeliano Netanyahu un vertice per discutere le modalità per far ripartire il negoziato di pace. Lo ha rivelato alla stampa il presidente egiziano al Sisi.

 


 

Il governo libico non ottiene la fiducia. La camera dei Rappresentanti di Tobruk, riconosciuta dalla comunità internazionale, ha bocciato per 61 voti a 40 una mozione di fiducia per il governo di unità nazionale presieduto da Fayez al Sarraj. Hanno votato 101 deputati su 200.

 


 

Sarkozy si candida in Francia. Nicolas Sarkozy, ex presidente della Repubblica e attuale presidente del partito di destra I Repubblicani, ha annunciato la sua candidatura alle primarie del suo partito con una foto su Facebook contenente uno stralcio del suo nuovo libro. Il primo turno delle primarie si svolgerà il 20 novembre.

 


 

Donna accoltella tre persone a Bruxelles. Una donna ha colpito con un coltello tre passanti in una galleria commerciale della capitale belga e le forze dell’ordine hanno dovuto sparare per disarmarla. La polizia nega collegamenti con il terrorismo

 


 

Volkswagen in lite con i fornitori. La casa automobilistica tedesca è stata costretta a sospendere temporaneamente la produzione in sei stabilimenti, riducendo gli orari di 28.000 lavoratori a causa di una disputa con due ditte fornitrici. Il tribunale di Brunswick dovrà dirimere la questione a fine mese.

 

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