Il sì del Senato all’arresto di Caridi e gli accoltellamenti a Londra. Le notizie del giorno in breve

Tutto quello che è successo giovedì in Italia e nel mondo senza fronzoli, fuffa e divagazioni.
Il sì del Senato all’arresto di Caridi e gli accoltellamenti a Londra. Le notizie del giorno in breve

Il "cavallo morente" simbolo della Rai in Viale Mazzini (foto LaPresse)

DALL'ITALIA

Via libera a maggioranza ai nuovi direttori dei Tg Rai. Il Consiglio di amministrazione di viale Mazzini, dopo cinque ore di riunione, ha approvato la nomina di ida Colucci a nuovo direttore del Tg2 e di Luca Mazzà al Tg3. Andrea Montanari va al Giornare radio e Nicoletta Manzione a Rai Parlamento. Hanno votato no Carlo Freccero, Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca. Sei i voti favorevoli. A Bianca Berlinguer sarebbe stato riservato uno spazio quotidiano, su RaiTre, dalle 18.30 alle 19.00.

 

I senatori della minoranza Pd Federico Fornaro e Miguel Gotor hanno annunciato le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai dopo le ultime nomine. “Ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene”.

 


 

Il Senato vota sì all’arresto di Caridi. Con 154 sì, 110 no e 12 astenuti, l’Aula di Palazzo Madama si è espressa in modo conforme alla Giunta per le immunità, accogliendo la richiesta della Procura di Reggio Calabria di custodia cautelare in carcere per il senatore di Gal, Antonio Caridi.

 


 

“Preoccupazioni esagerate sulle banche”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervistato da Pubblico.eu. “Ci sono buone ragioni per credere che queste preoccupazioni siano piuttosto esagerate”, ha detto.

 


 

Violante resta in prognosi riservata a scopo precauzionale, fanno sapere i medici dell’ospedale di Aosta. L’ex presidente della Camera era stato ricoverato in rianimazione dopo il malore che l’aveva colpito giovedì mattina. “I parametri vitali sono integri”, hanno precisato i sanitari.

 


 

Renato Schifani torna con Forza Italia. Lo ha annunciato una nota del partito presieduto da Silvio Berlusconi.

 


 

Borsa di Milano. FtseMib +0,66 per cento. Differenziale tra Btp e Bund a 124 punti. L’euro chiude in calo a 1,11 sul dollaro.

 

DAL MONDO

 

Un norvegese di origine somala arrestato per l’attacco a Londra. Secondo la polizia inglese, l’attacco sarebbe stato “spontaneo” e provocato dall’instabilità mentale dell’aggressore. Per ora non ci sono prove di radicalizzazione islamica, anche se la polizia non ha ancora definitivamente escluso la pista terroristica.

 


 

Clinton avanti di dieci punti su Donald Trump, secondo un sondaggio di Fox.Un altro sondaggio della Cnn dà il divario a 9 punti, mentre continuano le turbolenze all’interno del Partito repubblicano per l’incontrollabilità del candidato presidenziale.

 


 

La Bank of England taglia i tassi. Il governatore Mark Carney ha inaugurato ieri il più grande pacchetto di stimoli dalla crisi finanziaria, un “pacchetto di misure eccezionali” per rispondere al pericolo di crisi indotto dalla Brexit. La Banca ha tagliato i tassi di interesse al tasso record di 0,25 per cento, ha inaugurato un piano da 60 miliardi di sterline di acquisto di bond e un piano di rifinanziamento delle banche da 100 miliardi di sterline. Ciononostante, 250 mila persone perderanno il lavoro per lo choc economico, ha detto Carney.

 


 

Dodici turisti uccisi dai talebani. Otto britannici, tre americani e un tedesco sono stati uccisi nella provincia di Herat, in Afghanistan, durante un tour turistico. I miliziani talebani hanno attaccato il veicolo mentre si trovava su una strada isolata. Oltre ai morti, sei persone sono state ferite. I talebani hanno rivendicato l’attacco.

 



Il leader di Boko Haram Abubakar Shekau ha rilasciato un messaggio audio dopo che una pubblicazione dello Stato islamico aveva annunciato la sua sostituzione.

 


 

Mandato di cattura per Gülen. L’imam turco autoesiliato negli Stati Uniti è stato accusato da un tribunale di Istanbul di aver ordito attraverso la sua “organizzazione terroristica” il fallito colpo di stato del 15 luglio. Ankara rinnova così le richieste a Washington per l’estradizione.

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