Osborne si candida a leader anti Brexit facendo il direttore di giornale. La forza della rabbia

L'ex cancelliere dello Scacchiere nel governo Cameron, è stato nominato direttore dell’Evening Standardha e ha un chiaro obiettivo: fare opposizione a Theresa May e alla Brexit

Osborne si candida a leader anti Brexit facendo il direttore di giornale. La forza della rabbia

George Osborne (foto LaPresse)

Chi è capace di far rinnamorare gli inglesi dell’Europa? Nessuno forse, ma molti ci provano, anche se i pretendenti non si sono finora rivelati all’altezza – c’è chi ha ragione ma non è amato, chi ha ragione ma non è popolare, chi usa le argomentazioni sbagliate – e così da qualche giorno è arrivato un altro candidato, che ha avuto nel cuore il “remain” benché non sia un europeista di quelli convintissimi, e che soprattutto nel cuore ha molta rabbia. George Osborne, ex cancelliere dello Scacchiere nel governo Cameron, è stato nominato direttore dell’Evening Standard, il quotidiano pomeridiano e gratuito di proprietà di Evgeny Lebedev, giovanissimo editore russo proprietario anche dell’Independent e del canale tv londinese Live London. Classe 1980, Evgeny, figlio di Alexander che ha iniziato l’avventura editoriale nel Regno, è un amante dell’arte, dell’architettura, ha un piccolo lupo in casa che si chiama Boris e un’amicizia consolidata con Osborne: è stato lui ad annunciare su Twitter l’arrivo dell’ex cancelliere all’Evening Standard, e da allora s’è parlato di poco altro.

 

La redazione non è contenta, una fonte ha fatto sapere a Buzzfeed che questa nomina “è un calcio nei denti”: se ne fa una questione di merito, noi poveri giornalisti che ci siamo sfasciati le suole ora veniamo scavalcati da uno che ha dalla sua parte il proprio nome e una carriera in altre faccende. La vicinanza con il mondo conservatore non piace ai giornalisti del gruppo Lebedev. Nel 2015, l’editore aveva fatto pressioni sull’Independent per fare un endorsement esplicito ai Tory, e ci fu una rivolta interna (l’Independent stava portando i libri in tribunale quando Lebedev decise di rilevarlo nel 2010): si arrivò a una tregua con l’appoggio a una coalizione tra liberaldemocratici e conservatori, come era avvenuto nel quinquennio precedente, ma lo choc di aver detto comunque qualcosa di buono sui Tory pare non sia mai stato assorbito dalla redazione.

 

Ora nel gruppo Lebedev è entrato Osborne, e la sua presenza fa innervosire più o meno tutti. Lui ha un chiaro obiettivo: fare opposizione a Theresa May e alla Brexit, partendo da un giornale londinese che quindi accoglie tutto il “regret” anti Brexit che domina nella capitale. Deve regolare qualche conto, Osborne: quando la May vinse l’elezione interna ai Tory, la prima cosa che fece arrivando a Downing Street fu defenestrare il cancelliere dello Scacchiere. Non era del tutto inimmaginabile che sarebbe accaduto, ma se Osborne sapeva che non avrebbe più abitato nella porta accanto a quella della nuova premier, si aspettava comunque un incarico in un altro ministero. Fu uno dei primi invece a ricevere la telefonata della May che gli annunciava, senza fronzoli, che era fuori. Osborne uscì dalla porta di servizio perché non era in grado di sostenere l’umiliazione e per molte settimane rimase piuttosto nascosto, tornò a vivere a casa dei suoi, organizzò la vendetta. Che ora arriva così, come uno schiaffo: un politico che fa il direttore di un giornale, e che lo fa (anche) per vendicarsi – non sembra la sintesi perfetta dell’establishment odiatissimo contro il volere popolare? Sembra sì, ma se il Labour si è gettato su questa contestazione – che orrore questa mescolanza, ha fatto sapere il leader, Jeremy Corbyn – il governo è il più allarmato. Un conservatore liberale è il pretendente al ruolo di leader anti Brexit più pericoloso che ci sia: forse Osborne non può far tornare l’amore per l’Europa, ma la sua rabbia, quella sì, è un’arma tagliente.

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