Il Gruppo Bollito Misto e la sua dose di Grasso

Il presidente del Senato lascia il Pd e approda nella compagine che, forse, è il vero argine all'antipolitica

Maurizio Crippa

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Il Gruppo Bollito Misto e la sua dose di Grasso

Pietro Grasso (foto LaPresse)

Il Gruppo Bollito Misto, versione Camera o Senato, è una delle delizie della democrazia parlamentare. Anzi, a dirla tutta, forse è il vero argine all’antipolitica: è l’unico partito che tra inizio e fine legislatura registra invariabilmente un saldo attivo, nonostante il folle sistema delle porte girevoli. Al Senato, al Misto erano partiti in 33, se ne sono andati in 39 ma ne sono arrivati altri 49. Saldo più 10, ci farebbe la firma pure Alfano, se potesse. Statistiche da aggiornare, però. C’è la new entry. E che razza di entry. Ieri con un secco comunicato di sapore vagamente istituzionale il presidente di Palazzo Madama Piero Grasso, che era sceso in politica in quota Pd bersaniano per andare dritto al Quirinale ma poi si era accontentato di un comodo secondo posto, ha lasciato il Pd per il Gran Bollito. Siccome è uomo tutto d’un pezzo aveva resistito, eccome se aveva resistito, nelle bufere fiduciarie del Rosatellum: “Quali che siano le mie decisioni personali e le mie intime motivazioni posso dire che può essere più duro resistere che abbandonare con una fuga vigliacca”. Ma ora che tutto è compiuto, ecco che finalmente può fare la sua parte in commedia, a schiena dritta. In questo Pd, mai più. Nel pied-à-terre con Verdini, giammai. Piuttosto con Sandro Bondi (se ancora sta lì: il Misto è peggio di un porto di mare). Ma volete mettere, ora che fa pure lo scrittore come un Franceschini qualsiasi, che riserva della Repubblica sarà, nel gelido inciucio che sta per arrivare? Riserva di Grasso.

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Commenti all'articolo

  • clodix1

    30 Ottobre 2017 - 06:06

    giovedi' grasso se n'e' andato: ce ne faremo una ragione

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  • gcpasini

    27 Ottobre 2017 - 17:05

    “Quali che siano le mie decisioni personali e le mie intime motivazioni posso dire che può essere più duro resistere che abbandonare con una fuga vigliacca”. Poi alla fine ha abbandonato! No? Non ha lasciato la sua poltrona indignato per aver dovuto permettere ad una maggioranza parlamentare l'approvazione della famigerata nuova legge elettorale a mezzo voto di fiducia? NO ? Però ha restituito la tessera del PD, poi quella della Bocciofila, poi quella del Tennis Club e del Club Nautico, la tessera dell'ACI e dell'AVIS, atti meno significativi, che però non procurano danni economici rilevanti.!!!!!!!!!

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    27 Ottobre 2017 - 16:04

    Il giudice Grasso, in questo suo rigurgito di dignità, ha dimenticato di rassegnare le dimissioni da presidente e da senatore tout court.

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  • giantrombetta

    27 Ottobre 2017 - 09:09

    Che pena questo sciagurato Parlamento, agonizzante da troppo tempo. Presieduto nei due rami da Boldrini e Grasso, doni del Pd al Paese con un indice di gradimento pare tra i più bassi di sempre, a considerare il consenso elettorale di entrambi. Poi dice che bisogna riavvicinare politica e partiti ai cittadini elettori altrimenti a votare non ci va più nessuno, o quasi. Ci deve essere un po’ di confusione istituzionale se taluno assume decisioni che spaccia come trionfo della democrazia rappresentativa e non avverte che invece purtroppo ne celebra i funerali.

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