Il Diario veritiero dell’uomo comune Mihajlovic

"Ma chi è Anna Frank? Scusate, non ho letto i giornali", ha detto l'allenatore ai giornalisti. Ed era sincero

Maurizio Crippa

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Il Diario veritiero dell’uomo comune Mihajlovic

Sinisa Mihajlovic (foto LaPresse)

Tutto quello che di peggio si possa dire su Lotito, sui tifosi della Lazio e non solo loro, dell’antisemitismo storico e delle sue misconosciute metastasi moderne, fate conto che l’abbia detto, così risparmiamo tempo. Se volete l’autocertificazione che Il diario di Anna Frank l’ho letto: sì, l’ho letto a scuola e ho anche svariate volte visto il film, avevo la tv in bianco e nero. Se poi volete che dica che mi ha commosso di più l’immagine di Icardi che sbircia il Diario in mezzo al campo come un oggetto sconosciuto più dei suoi gol, mentirei e non lo dico. Però c’è Siniša Mihajlovic, magnifico esemplare dell’uomo comune, per quanto sia fuori dall’ordinario e fosse (in passato) un fiero nazionalista serbo e amico della Tigre Arkan. “Non so cosa sia accaduto. Ma chi è Anna Frank? Scusate, non ho letto i giornali”, ha detto ieri ai cronisti che più basiti non si può. Gli hanno spiegato, poteva limitarsi a dire “ah”, invece ha detto: “Non so davvero, sono un po’ ignorante da questo punto di vista, scusate”. Susanna Egri, figlia di Ernst Erbstein, l’allenatore ebreo ungherese del Grande Torino, ha commentato: “Incredibile che una persona che occupa un posto così importante non voglia rendersi conto dell’enormità di quanto accaduto”. E non è che non abbia ragione. E’ che Mihajlovicć ha detto la verità, o il minimo comun denominatore di una realtà che riguarda molta più gente di quanto siamo disposti a immaginare.

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  • Alfred80

    26 Ottobre 2017 - 11:11

    Lui era sincero ma riportate tutte le dichiarazioni compresa quella in cui Sinisa ha detto: “Io non ho voluto rispondere su una storia che non conoscevo. Tu sai chi è Ivo Andrić?”, ha chiesto Mihajlovic al collega che ha risposto con un imbarazzato “No, non lo so”. “È stato uno scrittore premio Nobel. A noi a scuola ci hanno insegnato lui e non il Diario di Anna Frank. Come voi trovate assurdo che io non conosca Anna Frank, io trovo assurdo che voi non conosciate Ivo Andrić”.

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    • Caterina

      Caterina

      26 Ottobre 2017 - 22:10

      Il ponte sulla Drina, un capolavoro. Senza dimenticare La cronaca da Travnik con i due ambasciatori. Ho avuto la fortuna di vivere quattro anni a Belgrado. Attenzione a considerarci migliori di altri popoli, sempre.

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  • luigi.desa

    26 Ottobre 2017 - 11:11

    Dove è scritto che è un obbligo morale leggere il Diario di Anna Frank? Io non lo ho letto ma ho letto un vasta letteratura sul nazismo e su i campi di sterminio.Di più la televisione ci ha dato e da ampia testimonianza di quelle mostruosità. Nel 1960 ventenne andai a Monaco di Baviera per visitare il campo di Dachau per controllare personalmente i forni che ancora sono lì ,mentre dal 1945 i più parlano per sentito dire indossando l'abito delle Furie. luigi de santis

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  • Caterina

    Caterina

    26 Ottobre 2017 - 09:09

    Concordo su tutto. Il libro l’ho letto a undici anni e l’ho sempre nel cuore. Mi è piaciuto molto trovare ancora il ricordo di lei in un libro appena letto, “Midwinter Break”di B. Maclaverty. Voglio qui segnalare che credo si tratti dello stesso Mihajlovic che da tempo al termine di ogni partita denuncia i cori contro di lui, “zingaro, zingaro” , che non hanno mai avuto seguito mediatico. La Storia al riguardo i lettori de Il Foglio la conoscono.

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