Il cecchino sul tetto di Cracovia e altre possibilità

Come è cambiato il nostro stile di vita ai tempi in cui anche una bambola può essere una bomba

Maurizio Crippa

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Il cecchino sul tetto di Cracovia e altre possibilità

Bracellona, un uomo si allaccia la scarpa vicino all'ingresso della Boqueria, sulla Rambla dove giovedì 13 persone sono morte in un attacco terrorista (foto LaPresse)

Se avessi più fede negli esperimenti sociali di quanta non ne abbia in realtà, direi che potrebbe essere un esperimento sociale. Più banalmente, si potrebbe proporre come un gioco di società, ovviamente riservato a chi ritenga che siano cose con cui giocare. Per farla breve, ieri sera (cioè mentre io mi accingevo a scrivere le righe che oggi voi state leggendo), entra nella stanza il mio miglior reporter sul fronte del jihad, e mi dice: “E del cecchino che sta sparando sulla folla a Cracovia cosa facciamo?”. Non saprei dire se ci ho creduto davvero, ma ero immerso in tutt’altro e devo confessare che la prima parvenza di pensiero, sollevando lo sguardo, è stata: “A quest’ora una breve in cronaca”. Non era vero, le redazioni sono un po’ come il pronto soccorso, si cazzeggia un po’ per circoscrivere la dimensione degli eventi. Ma è vera anche un’altra cosa. Ieri molti siti e giornali riprendevano una notizia su uno sventato attacco terroristico su un aereo, che avrebbe potuto essere compiuto con una bomba-Barbie. Se la news è vera, era comunque di un mese fa. Ma non ci abbiamo fatto nemmeno caso: se qualcuno l’ha riportata, è vera. Ma soprattutto, se qualcuno può averla “pensata”, la bambola esplosiva, allora è sicuro che prima o poi accadrà. Il gioco di società è questo: il nostro stile di vita è cambiato oppure no?

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