Dal familismo jihadista (o vescovile) ci salvi il poliamore

Quel soffocante universo patri-matriarcale che sta dietro l'attentato di Manchester e che è l’eredità più rompicoglioni del Mediterraneo, tutte le sponde incluse

Maurizio Crippa

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Dal familismo jihadista (o vescovile) ci salvi il poliamore

A sinistra Salman Abedi, a destra il padre

Che Dio fosse un concetto pericoloso, e anche un po’ farraginoso, lo avevamo capito da un pezzo senza neanche fare la fatica di essere illuministi. Ma comunque basta non farci caso. Che la Patria fosse l’ultimo rifugio degli imbecilli è pure noto da tempo. Che ci si possa sentire parte di un luogo perché ci si è nati, mette sgomento. E certi cervelloni di sovranisti che ci sono in giro dimostrano che essere nati apolidi, su un barcone, è una botta di culo. Alle radici, di solito, si affezionano i cani. Per pisciare. Ma adesso è arrivato Salman, figlio di Ramadan, fratello di Hashem. E viene il fondato sospetto che la cosa peggiore, nella famosa triade, sia la famiglia. Quell’unione ancestrale e irredimibile di sangue e di interessi, di odii e di obbedienze, di scarrafoni belli. La famiglia Abedi non faceva il jihad.

 

Non per conto di Dio, è evidente. Faceva il jihad come una questione di Famiglia. Una cosa nostra. I figli fanno la volontà dei padri, e tutti aiutano tutti. E questo ci ributta dalle parti del familismo amorale, del Padrino e delle ’ndrine, in quel soffocante universo patri-matriarcale che è l’eredità più rompicoglioni del Mediterraneo, tutte le sponde incluse. Molto religiosa, la famiglia, della tribù Al Albedi. Tribù. Poi è arrivato anche un emerito vescovo, ma proprio un emerito, a dire: “Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avete vissuto”. Siete crepati a Manchester, ok, ma c’è di peggio: “Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati”. Bontà sua, figuratevi se fossero venuti al mondo per far piacere a Dio. Hai voglia ad allargare la famiglia, ti riacciufferanno sempre. Mettetevi le orecchie da coniglietto, e speriamo nel poliamore.

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    26 Maggio 2017 - 17:05

    Quindi il familismo jihadista equivale all'integralismo di mons. Negri. E quindi i 23 morti di Manchester fanno il paio con i 53 cristiani copti massacrati in Egitto (ben gli sta). Dato che "la tentazione identitaria è la necrosi del cristianesimo" quei 53 che si ostinavano a dirsi cristiani in terra dell'Islam vanno meritatamente incontro ad un inarrestabile processo di necrosi. Siamo finalmente arrivati alla religione universale: il politicamente corretto.

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