Sono inaffidabile io, è inaffidabile Macron o è inaffidabile il Corriere? Test

Il test “Quanto sei macroniano?” ieri l'ho fatto. Sono risultato “Siete quasi Macron”. E deve esserci qualcosa che non torna

Maurizio Crippa

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Sono inaffidabile io, è inaffidabile Macron o è inaffidabile il Corriere? Test

Va bene, era un materiale di riporto dall’Obs e non farina del sacco di Via Solferino, e tutti quei riferimenti a “i nostri antenati erano i Galli” (e non i polli) e a Maria Antonietta invece che a Maria De Filippi avrebbero dovuto mettere sul chi vive. Però io il test “Quanto sei macroniano?” ieri l’ho fatto. Non ho resistito, come le sciure dal parrucchiere. E ho risposto con sincerità a tutte quelle domande passabilmente cretine, tipo “Vedete entrare una persona in un negozio di lusso, una domenica…”, corredata da risposte da scegliere come “Ancora un bell’esempio di economia che funziona”. Oppure: “Nelle vostre cuffie si trova soprattutto…”, con possibile risposta “l’integrale di Aznavour”, che manco Antonia Arslan l’avrebbe scelta. Eppure. Io che morirò andreottiano, più che democristiano; io che sono solidarista popolarista, e passabilmente persino sindacalista; io che, bergogliano impenitente che sono, ho barrato la casella “Chi siamo noi per giudicare” ogni volta che era disponibile (più di una: ah, la fantasia).

 

Io che per quieto vivere detesto il ribellismo delle classi dirigenti, ma mi spaventa pure il tecnocratismo delle classi affluenti, ecco, io sono risultato “Siete quasi Macron”. Al primo colpo. Senza barare. Senza rifare. Lo giuro. C’è qualcosa che non torna. Sono sinceramente convinto che con un figo così all’Eliseo sia iniziata una nuova èra di verità e serietà al potere. Ma se sono quasi Macron io, che forse al ballottaggio mi sarei astenuto come un Mélenchon qualsiasi, anche solo per pigrizia, i casi sono tre: o sono inaffidabile io, o è inaffidabile Macron, o è inaffidabile il Corriere.

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Commenti all'articolo

  • theoldwolf

    09 Maggio 2017 - 08:08

    Questa non ha tutti gli auspici di una una piacevole avventura, anzi. Tutti ad elogiare il giovane con la vecchia gallina (riferirsi a "i nostri antenati erano ...."), che di per sé non é disastroso, perché "gallina vecchia fa .....". Detto sempre valido e comunque promettente di un qualcosa di sostanzioso. Ma ci rimane tra le mani un bel dilemma di controsenso difficile da ignorare, e cioè che alla fine il giovane presidente viene con la promessa di un "buon brodo", che buono che sia rimane sempre principalmente un cibo per vecchi. Comunque, gli auspici non sono buonissimi, soprattutto quando "qualcosa non torna", ancor prima che si siano fatti veramente i conti

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