Il problemino di Nardella con le automobili

Ztl a luci rosse, Lungarno e parcheggi. Perché il sindaco di Firenze con il traffico ha un cattivo rapporto

Maurizio Crippa

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Il problemino di Nardella con le automobili

Dario Nardella (foto LaPresse)

Dario Nardella ci è molto simpatico, per una serie di motivi: perché è molto simpatico; perché è un renziano della prima ora; perché è sindaco di Firenze, città rinascimentale che con il traffico ha un cattivo rapporto, ma con la rottamazione ha avuto un breve e travolgente flirt. Soprattutto, Dario Nardella è un tipo divertente perché ha un rapporto palesemente idiosincrasico con le automobili. Del tipo. Qualche tempo fa ha lanciato l’idea di risolvere sic et simpliciter il problema della prostituzione al parco delle Cascine introducendo una Ztl a luci rosse, la prima in Italia: passi con la macchina per andare al mercato delle sex workers (tutte forestiere, eh) a fare shopping? Noi ti becchiamo la targa, e poi te la vedi a casa con la multa. Una crudeltà mentale che non verrebbe in mente manco a Erdogan sui valichi curdi. Tempo prima, gli era caduto un intero Lungarno di macchine nell’Arno. E certo quella non se l’è cercata, però se chiedete a uno strizzacervelli un parere tra cercarsela e non cercarsela, vedete che due idee ve le regala. Del resto persino Freud aveva qualche problemino, coi mezzi di trasporto. L’altro giorno, infine, s’è fatto beccare come un Ignazio Marino qualsiasi a parcheggiare la propria auto in divieto, ostruendo persino uno scivolo per disabili. E questo, diciamolo davvero, non è bello. Ma un sindaco disintermediatore come lui, benedetto uomo, non farebbe prima a chiamare Uber?

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