Fedeli studi linguistica, invece di fare il sindacalisto donna

Valeria Fedeli ha ripreso (sorridendo, per carità) un giornalista. “Riesco a dirle di chiamarmi ministra? No? è complicato…”

Fedeli studi linguistica, invece di fare il sindacalisto donna

Il ministro Valeria Fedeli (foto LaPresse)

Se Fedeli studiasse linguistica, invece di fare il sindacalisto donna nel giorno in cui Trump ha scoperto il potere di pigiare il pulsante “bomb”, che grosso modo equivale alla scoperta dei bambini maschi di potersi toccare il pisello (gender matters, in politica), è chiaro che occuparsi della titolare (o titolaressa?) della Pubblica istruzione e dei suoi vezzi da improvvisata linguista (il maschile sarà linguisto?) di genere appaia irrilevante. Ma la ex sindacalista (femminile di “sindacalisto”?) del tessile inopinatamente approdata senza laurea (è una donna, per i maschi ripristineremo il primigenio lauro) a Viale Trastevere annoia. E basta. Valeria Fedeli ha ripreso (sorridendo, per carità) un giornalista. “Riesco a dirle di chiamarmi ministra? No? è complicato…”. Non è che sia complicato, è che si vorrebbe evitare di spiegare sempre che in italiano il maschile ha assorbito il genere neutro, che esistono pure gli invariabili in “a” (giornalista) e che nomi legati alle cariche declinano in un maschile che è neutro, o perché si riferiscono a un dicastero (volete la dicastera?). Basterebbe aver studiato. Vero è che la Crusca sostiene che laddove si possa utilizzare il morfema portatore dell’informazione sessuale corretta è meglio farlo (maestro e maestra). Ci limitiamo ad annotare che per la Crusca era geniale persino “petaloso”, ormai è un’accademia scaduta al livello di inattendibilità di un’Antimafia qualsiasi. Stefania Prestigiacomo preferiva essere chiamata signora ministro. Mica era una sindacalista, lei.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Casimiro Contarini

    10 Aprile 2017 - 14:02

    Egregio dottor Crippa, la ringrazio per l'arguto corsivetto. Tuttavia, mi permetto di farle notare che le sue considerazioni in fatto di lingua sono viziate da non trascurabili difetti, che metterò prontamente in evidenza. «[I]n italiano il maschile ha assorbito il genere neutro». In italiano nulla «ha assorbito» nulla. In italiano esiste un genere «non marcato», il maschile. Dire che il maschile «ha assorbito» il neutro significa ignorare i più banali fatti di linguistica storica. «[N]omi legati alle cariche declinano in un maschile che è neutro, o perché si riferiscono a un dicastero (volete la dicastera?)». Qui, dottor Crippa, si è dimenticato un pezzo di frase o l’ha formulata male. In ogni caso, «ministro» è maschile perché il maschile è il genere non marcato (non «neutro») e perché si riferisce a una carica. «Ci limitiamo ad annotare che per la Crusca era geniale persino “petaloso”» È falso. La Crusca ha solo detto che è una parola ben formata ma non in uso.

    Report

    Rispondi

  • nico.machi

    09 Aprile 2017 - 14:02

    E' vero si fa l'abitudine a tutto, ma l'abitudine può facilmente degenerare in VIZIO e, soprattutto, non è mai ricca dei contenuti umani della ragione. Chi vive di abitudini non vive di intelletto, ma di istinto. Se poi vivere deve diventare abitudine e quindi "sopravvivere", allora faremo l'abitudine a qualsiasi cosa anche la più turpe e indegna. L'ignoranza corrente, priva di qualsiasi strumento critico di cui si servono le false notizie, oramai è una abitudine, essere vessati come sudditi è una abitudine, subire ingiustizia è anch'essa un'abitudine, sopportare gli sproloqui di certi personaggi che professano le abitudini diverrà ben presto un'abitudine. Ma diceva Pirandello: la ragione che scusa la bestia si imbestialisce a sua volta" è la ragione (dico io) che scusa l'abitudine si imbarbarisce.

    Report

    Rispondi

  • fabrizia.lucato

    08 Aprile 2017 - 18:06

    Mi scusi, caro Crippa, ma che problema ha con "ministra"? Prima le ministre non c'erano proprio, c'erano solo i ministri: per questo a Lei può sembrare strano sentire parlare di una "ministra" . Ma - essendo le lingue in continua evoluzione, insieme con le società che le parlano - vedrà che anche Lei si abituerà.

    Report

    Rispondi

    • cragnolinux

      10 Aprile 2017 - 09:09

      Falcucci, Moratti, Gelmini erano forse di genere maschile? L'ambizione della politica è di analizzare e governare le evoluzioni sociali, non di subirle passivamente in servile ossequio alle forze egemoni, soprattutto se presentano un carattere marcato di imbarbarimento. Staremo a vedere chi dovrà abituarsi.

      Report

      Rispondi

    • cragnolinux

      10 Aprile 2017 - 09:09

      Falcucci, Moratti, Gelmini erano forse di genere maschile? L'ambizione della politica è di analizzare e governare le evoluzioni sociali, non di subirle passivamente in servile ossequio alle forze egemoni, soprattutto se presentano un carattere marcato di imbarbarimento. Staremo a vedere chi dovrà abituarsi.

      Report

      Rispondi

    • iksamagreb@gmail.com

      iksamagreb

      09 Aprile 2017 - 15:03

      Mah, ...se è codesta ministra a rappresentare "la continua evoluzione della nostra lingua insieme alla nostra società che la parla" come dice lei, non credo proprio che avremo futuro per abituarscisi, cara Fabrizia.

      Report

      Rispondi

  • Giovanni Attinà

    08 Aprile 2017 - 13:01

    Maurizio Crippa, con bella ironia sottolinea la smania della Fedeli di soffermarsi sulla parità di genere con l'evidenza del femminile, tutto da dimostrare. Infatti si dice ministro e non ministra, sindaco e non sindaca, come avalla quella che era l'Accademia della Crusca, prima dell'arrivo di Laura Boldrini, alla presidenza della Camera dei deputati.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi