Un grazie molto occidentale a Tzvetan Todorov, parigino fantastico

Non smetteremo mai di ringraziarlo per averci fatto scoprire la letteratura fantastica, e il Manoscritto trovato a Saragozza con la sua rivelazione definitiva, e infinitamente moderna: “Arrivai quasi a credere”

Un grazie molto occidentale a Tzvetan Todorov, parigino fantastico

Tzvetan Todorov (foto LaPresse)

Poi forse verso la fine ci aveva lasciati un po’ incerti, sulla decisione di credergli o meno, con la sua insistenza sul fatto che non dovremmo aver paura dei barbari, che dagli universi concentrazionari si possa anche imparare, che la democrazia  plurale non è destinata a soccombere. Mentre il mondo sembrava progressivamente suggerire il contrario. Ma era bulgaro, cioè europeo, e s’era fatto francese, cioè occidentale, senza cambiare nome né lo sguardo mite di immenso lettore. Di scienziato delle parole e delle culture, però non scientista. Ma non smetteremo mai di ringraziarlo per averci fatto scoprire la letteratura fantastica, e il Manoscritto trovato a Saragozza con la sua rivelazione definitiva, e infinitamente moderna: “Arrivai quasi a credere”. Perché il fantastico, nei libri ma non solo lì dentro, è quell’esitazione che si prova quando ci si trova di fronte a qualcosa che appare tutta lì, per quel che sembra, eppure non la spiegano le leggi naturali, e forse nemmeno il sovrannaturale. Il fantastico, imparammo, è il lasso di tempo magnifico di questa incertezza. Che siamo noi. E non è mistica né poesia, né allegoria. E può durare fino all’ultima pagina, nei casi dei libri migliori; ma è meglio ancora se dura tutta la vita, quella reale, perché non c’è niente di più occidentale di questo arrivare “quasi a credere”. Era nato nel 1939 ed era malato da tempo. E’ morto ieri a Parigi. Arrivederci.

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Commenti all'articolo

  • Linorossi2199

    08 Febbraio 2017 - 08:08

    Lo conoscevo solo di nome,diciamo così,non avendolo mai letto. Quello che è bello è " arrivai quasi a credere" e ciò è importante in una persona, avere cioè la tensione verso,la ricerca anche se poi non si arriva ad una fede conclamata,certa e a questo proposito mi viene in mente Buzzati che per tutta la sua vita cercò e forse trovò baciando,poco prima di morire il crocifisso della suora che l'assisteva in clinica.

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