Rapido passaggio all’indignazione per il maestro Vessicchio

Il maestro non dirigerà Sanremo e una petizione è già in cima alle tendenze di Twitter

Rapido passaggio all’indignazione per il maestro Vessicchio

Il maestro Beppe Vessicchio (foto LaPresse)

La conferma, ce ne fosse stato bisogno, che siamo un paese che galleggia su tutto e che il vero eccezionalismo italiano è la sublimazione del buonumore nell’arte del cazzeggio, è che ieri siamo già passati alla commozione per le “foto toccanti dei cuccioli salvati all’hotel” e dal lutto collettivo all’indignazione di massa perché il maestro Beppe Vessicchio non dirigerà a Sanremo. Io non l’ho notato mai, ma pare che per chi segue il famoso Festival il maestro Vessicchio sia un’istituzione. L’indignazione è tale da produrre pure una petizione, e da finire in cima alle tendenze di Twitter. E ce n’è, di tuìt così simpatici, che viene il dubbio che bisognerebbe avere il tempo di scrivere, su Twitter: c’è da divertirsi. “Bonolis esci Beppe Vessicchio e nessuno si farà male!”. “Sanremo senza Beppe Vessicchio è come l’ovetto Kinder senza la sorpresa”. “Terremoto? Neve? Esondazione? Sanremo senza Beppe Vessicchio. Questo 2017 comincia a fare davvero paura”. A nulla è valso che il maestro abbia spiegato di essere impegnato nella presentazione del suo nuovo libro, e che è stato un caso: “Ero stato ‘prenotato’ da un paio di cantanti che alla fine non sono stati invitati”. No, se abbiamo voglia di indignarci, non accettiamo scuse. Però tranquilli, siamo in Italia, vedrete che qualcosa gli faranno fare: magari l’ospite, oppure il presidente dell’Agicom. L’unica cosa che veramente inquieta, della sparizione, è questa: che se gli togliete la barba, il maestro Vessicchio si pettina come Gentiloni.

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