Un convinto applauso ai medici di Nola e ai loro plaid

Maurizio Crippa

I medici hanno risposto, con dignità da applauso: “Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza”

Un medico molto bravo, di cui non farò il nome, che lavora in un ospedale di cui ometto il titolo, in una città che non citerò, è tornata (è una signora) dopo qualche giorno di ferie al suo reparto, giorni fa. Ed è rimasta basìta, ma soprattutto era furibonda, quando ha scoperto che – causa imprevedibile ma eccezionale picco influenzale, con pazienti d’ogni età costretti a rivolgersi al pronto soccorso, i dirigenti del nosocomio avevano smantellato il suo reparto ad alta specializzazione per far posto ad asmatici, starnutenti e infartuati da influenza vari. Avevano mescolato pure gli infermieri ad altissima specializzazione. Un disastro clinico per curare un caos sanitario.

 

Però, a Nola, la foto dei medici che curano pazienti per terra, sdraiati sui plaid, ha scatenato l’indignazione social (e politica, che è peggio) di un mare di imbecilli. I medici hanno risposto, con dignità da applauso: “Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza”. Tre dirigenti sono stati sospesi. La prossima volta che avete l’influenza, chiamate Grillo.

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"