Santa demografia

Maurizio Crippa

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Je vous salue, Marie

Una scena di Je vous salue, Marie

Un articolo del Mail Online prontamente ripreso da un noto sito specializzato, tra le altre cose, negli “strano ma vero” della vita racconta l’incredibile miscuglio di pratiche magiche e/o para-religiose cui da sempre l’umanità (uomini e donne) s’affida nella speranza di procreare. Dalla “sedia del miracolo” settecentesca ma tuttora usata a Napoli al contemporaneo “trono di Chao Mae Tuptim” in Thailandia, dagli enormi falli del festival giapponese Shinto Kanamara Matsuri alle secchiate d’acqua annualmente tirate alle ragazze di Holloko, in Ungheria. Ma la notizia rimbalzata dalla Cina di una ragazza di 24 anni che, presentatasi in ospedale, ha partorito ma ha dichiarato di essere vergine e “non aver mai conosciuto uomo”, le batte effettivamente tutte.

 

Anche se lei, più che di miracolo, dice di trovarsi ora in un serio “problema” economico. Forse, in un mondo d’inverno demografico, la faccenda non è economica, né sociologica. E’ che mettere al mondo un figlio contiene in sé qualcosa di inafferrabile, se non di trascendente. Qualcosa che sfugge. Nel 1985 Jean-Luc Godard girò un film, Je vous salue, Marie, in cui immaginava cosa accadrebbe se una Immacolata Concezione capitasse nel mondo di oggi. La chiesa lo bollò come blasfemo. Bisognerebbe rivederlo oggi.

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