La Nutella, la “droitosphère” e la guerra di Libération

La storia del centro d’accoglienza per profughi di Düsseldorf, dato alle fiamme

Maurizio Crippa

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Incendio in un campo profughi

Incendio in un campo profughi (foto LaPresse)

La dolce ala della post verità, nuovi casi. Ieri il Service Desintox di Libération tira fuori questa storia, rubricata alla voce “droitosphère”, definizione che sta per “presenza di partiti e opinioni di destra sul web e i social media”. La storia risale allo scorso giugno, a Düsseldorf, quando un centro d’accoglienza per profughi era stato dato alle fiamme. Secondo il settimanale di destra Valeurs Actuelles (equiparato da Libé a Breitbart, à la guerre comme à la guerre) che tra i primi rilanciò, la rabbia incendiaria dei profughi era stata scatenata perché, in giorni di Ramadan dietologicamente complicati, “non c’era abbastanza Nutella e caramelle disponibili”. Ora due profughi sono stati rinviati a giudizio per il fatto, e la Bild ha ripreso la tesi della “mancanza di Nutella” (dei “bonbons” s’è persa nel frattempo traccia), e la versione fa testo.

 

Ma secondo la puntuta contro-inchiesta di Service Desintox le cose non starebbero così. Il cuoco della Croce rossa testimone dei fatti avrebbe detto che sì, c’erano ragazzi che si lamentavano, ma erano solo lamentele. E per il capo della Croce rossa di Düsseldorf “nessuno ha bruciato un edificio per questa cosa”. Secondo Libé, le cause della rivolta incendiaria starebbero altrove, in un “accumulo di problemi” di convivenza che sempre sorgono quando ci sono di mezzo culture diverse e situazioni disperate. Ma la “droitosphère”, dicono, è pronta a spalmare la sua bieca propaganda. Nutella o no, è guerra per la Verità. Ce n’est qu’un debut.

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