Trump esiste perché le donne ci menano come fabbri

Maurizio Crippa

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Donald Trump con la moglie Melania (foto LaPresse)

Già sappiamo che The times they are a changin’ a Stoccolma non la canterà. Però, con buona pace del Menestrello, i tempi stanno cambiando lo stesso. In peggio, ovvio. Altrimenti non sarebbe arrivato alla Casa Bianca un maschio Alfa bianco come Trump, e non ci sarebbe in giro un amico di Putin come il patriarca Kyrill a dire che “le nozze gay sono come l’apartheid”. I maschi hanno un problema, qualcuno prima o poi doveva accorgersene. Ad esempio a Lucia Annibali che fu sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato è stato dedicato un film. Sacrosanto e toccante.

 

Ma poi c’è Antonello Mele, che sette anni fa fu sfregiato con l’acido dall’ex marito della compagna. Non s’è l’è filato nessuno. Da allora ha perso il lavoro, ha fatto centinaia di colloqui ma nessuno lo assume, uno sfregiato in banca non lo vogliono proprio. Soprattutto se è uomo. Un’indagine dell’Università di Siena – di cui dà conto il machissimo Giornale di Padre Sallusti – dice che nel mondo, nel 2011, ci sarebbero stati oltre cinque milioni di uomini vittime di violenza femminile: dai capelli strappati a calci e pugni. Con buona pace pure di Laura Boldrini, il fatto è che in questo mondo di debosciati le donne menano come i fabbri gli omuncoli, e votano The Donald anche se le prende proprio per lì. In questa situazione di minorità qualcuno doveva ergersi maschiamente in difesa dei maschi. E così riprendiamoci questa maltrattata manliness. Che poi ci saranno d’aiuto Salvini o Fillon, be’, questa è un’altra faccenda.

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