Scusa se non vengo, ma mi sono venute le gambe corte

Breve antologia delle risposte da Pinocchio che Silvio Berlusconi avrebbe potuto dare invece di dire: “Torno dall’America e vi spiegherò il mio NO costruttivo”.
Scusa se non vengo, ma mi sono venute le gambe corte

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Certo che mi piace il tuo sushi ai fiori aromatici di scarpata ferroviaria, ma ho perso il treno riservato ai vegani e non riesco a venire a cena”. “Non è che trascuro vostro figlio nelle mie ore di lezione. E’ che proprio non mi ricordo come cavolo si chiama”. “Il Jobs Act sta funzionando benissimo, però diecimila assunzioni nello stato forse sono un aiutino”. “Non è affatto vero che sei brutta: Anzi, sei molto simpatica”. “Anch’io mi sono commosso per Dario Fo, ma per mettermi a piangere ho preferito aspettare di leggere Celentano”. “Guardi, non è per il prezzo esorbitante che non compro le sue scarpe di coccodrillo, ma sa, era un regalo per Pistorius e non so il suo numero”. “Non ho nulla contro il Nobel della Letteratura ai cantautori, mi ha solo stupito che Oceano Mare non fosse una ballata acustica di Bob Dylan”. “Non sono io a essere razzista, sono loro che usano i barconi”. “Nessuno può davvero credere che abbiamo intenzione di invadere la Russia. Lo sapete come finisce di solito coi nostri alpini, no?”. “Te lo giuro, mi fai davvero impazzire, e per questo ho deciso di mandarti in bianco”.

 

(Breve antologia delle risposte da Pinocchio che Silvio Berlusconi avrebbe potuto dare invece di dire: “Torno dall’America e vi spiegherò il mio NO costruttivo”).

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