Schiantarsi in un sorriso

Ratmir Nagimyanov era russo, aveva un bel sorriso spavaldo. S’è buttato con una tutina alare dall’Aiguille du Midi, e si è schiantato.
Schiantarsi in un sorriso

fonte Wikipedia

Ratmir Nagimyanov era russo, aveva un bel sorriso spavaldo. S’è buttato con una tutina alare dall’Aiguille du Midi, e si è schiantato. E’ il 36esimo jumper che muore quest’anno. Non c’è bisogno di specificare che io ho paura anche a tuffarmi nelle onde di Rimini, dalla battigia piatta di sabbia, tanto per tentare, con una battuta cretina, di segnare una distanza antropologica (si dirà?) dai ragazzi sfidano se stessi e la sorte negli sport più estremi. Il jumping, lo skydiving, i tuffi dalle scogliere. Non c’è nessuna distanza da segnare. Anzi è piena di vita questa “voglia di superare i propri limiti”, come dice il jumper Steph Davis, nello “sport più figo del momento”. “Bello, primordiale ed estremamente addictive”, nelle parole di Andrew Bisharat, ex jumper. Ci sono modi più stupidi di vivere, e morire, senza aver mai tentato la felicità. Anche questo è occidente: il sole che cade. Rimane la malinconia di un sorriso spavaldo.

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