Di mariti, di mogli, di pursuit of happiness e di Istagram

Ai preti gli va benone, che non li fanno sposare. Ma, ci chiedevamo, e quelli che preti non sono preti?
Di mariti, di mogli, di pursuit of happiness e di Istagram

foto Cayobo via Flickr

Heri dicebamus, sulla scorta della saggezza orobica del direttore di Libero, che ai preti gli va benone, che non li fanno sposare: inesperti come sono, rischierebbero di incappare in femmine che poi li fanno soffrire. Ma, ci chiedevamo, e quelli che preti non sono preti? Ad esempio c’è un tale di Milano, che è anche un imprenditore, uomo di mondo. Aveva sposato una sventola, la Miss Ucraina 2013. Sognava la famiglia, forse anche la fertilità. Poi un giorno d’estate lei ha infilato la porta, vado a prendere una boccata d’aria, e stop. Lui l’ha creduta persino morta, come nei casi di “Chi l’ha visto”. Poi un giorno guarda il profilo Instagram della moglie, nostalgia canaglia, e scopre che sta benone, ma a New York, fa la modella e ha pure un altro uomo. Anzi sembra anche di più, a giudicare dalle location in hotel cinque stelle che condivide. L’ha denunciata per violazione del contratto prematrimoniale. A che pro? Lei è una donna occidentale libera, di quelle che non si metterebbe mai il burkini, e invece pare che lui la picchiasse, anche se non è islamico. Non ha forse diritto alla pursuit of happiness nel mondo libero? Però, diciamola. Siamo nel 2016, e per essere una donna occidentale, che probabilmente della famiglia tradizionale e della procreazione per rilanciare il pil non ne aveva voglia, i social media, almeno, toccherebbe imparare a usarli. Lo sanno tutti che basta una foto, e sei fregata. Invece lei, che fa? “Stai facendo il casting”? “Brava”.

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