Il morto fa Fico

A due giorni dal sisma la realtà inizia a rientrare nel suo solito tran-tran e come al solito sono gli urlatori seriali a infilarsi nei panni dei moralizzatori, e a lanciare il segnale che il buon senso della Big Society italiana avrà vita dura.
Il morto fa Fico

Roberto Fico (foto LaPresse)

Poi il mondo continua e va avanti, come cantava il Poeta, così a due giorni dal sisma la realtà inizia a rientrare nel tran-tran, l’Inter spende un sessanta milioni in un pomeriggio, in Francia decidono che sul burkini stavano scherzando, la nuova starlette della Disney fa il suo coming out bisex per la gioia dei bambini. Ma soprattutto, la demagogia del rutto riprende il suo corso, e come al solito sono gli urlatori seriali a infilarsi nei panni dei moralizzatori, e a lanciare il segnale che il buon senso della Big Society italiana avrà vita dura. Ad esempio c’è Roberto Fico, presidente grillino della commissione di Vigilanza Rai, qualcuno dovrebbe vigilarlo, che sta “scrivendo l’ennesima interrogazione su Bruno Vespa che ancora una volta si dimostra non adatto al servizio pubblico”, e questa volta vuole “una risposta chiara e definitiva”. Gli è che Vespa, ospite il ministro Delrio, ha detto una cosa normale e sacrosanta (e la pensava così pure Keynes secondo cui “persino  i terremoti possono servire ad accrescere la ricchezza”) e cioè che a ricostruire bene si può fare l’Italia più bella che pria. E ha concluso con un “ottimismo!” che, vabbè, faceva un po’ Mike Bongiorno. Ma niente, per Fico e i moralisti d’accatto quello è sciacallaggio sui morti che reclama il pubblico linciaggio. La vita riprende.

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