Il ventre molle della politica (o del paese irreale)

Riemerso da un’infinità di tempo, come direbbe il poeta, nei giorni di Ferragosto qualche giornale aveva ripescato Antonello Zappadu, il paparazzo (pardon, fotoreporter freelance) che in un’epoca che credevamo lontana aveva paparazzato il Cav.
Il ventre molle della politica (o del paese irreale)

Matteo Renzi al mare con la famiglia

Riemerso da un’infinità di tempo, come direbbe il poeta, nei giorni di Ferragosto qualche giornale aveva ripescato Antonello Zappadu, il paparazzo (pardon, fotoreporter freelance) che in un’epoca che credevamo lontana aveva paparazzato il Cav. in compagnia delle sue gloriose ragazze e di un premier straniero più nudo di un verme nel giardino di Villa Certosa, dando la stura a un sacco di guai per tutti. Soprattutto, per il Cav., e ve ne ricorderete. Niente: mai più, dice adesso, fu una maledizione. Da allora non mi fanno più fotografare nemmeno ai matrimoni, sono dovuto emigrare, s’è lamentato. E spiace per lui, ma per il costume (da bagno) politico e per l’Italia tutta non è neanche un male, che quell’epoca di torbidi e di turgidi sia passata. Ma l’acqua in cui nuotare, per l’informazione per così dire leggera, quest’estate è scarsa. Così ieri tenevano banco alcune foto del nostro caro premier, che tra un vertice a Ventotene e un bisticcio con i partigiani costituzionali esibiva, privatamente in spiaggia e in familiare e pudìco contesto, la sua pancetta, il suo ritornato ventre molle. E che sarà mai? Le famose diete non hanno funzionato. Ma l’acqua dell’informazione scarseggia, e così – tra una malinconica annotazione sulle vacanze montane della Boschi, senza esibizione di cosce e costume, e un rimpianto dei tempi belli del Cavaliere – quanto è stato facile trasformare il ventre molle di Renzi nella metafora del declinante renzismo? Ah, il bel giornalismo tonico e muscolare.

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