La percezione del punkabbestia a Roma e altri delitti

E’ vero che a Milano, a volte, girano sui treni dei sudamericani col machete che affettano i controllori, e un tranquillo divorziando fa saltare un palazzo per vendicarsi della famiglia. Sia detto per evitare il campanilismo: la sicurezza non percepita si assomiglia ovunque. Ma vista da qui, la stor
La percezione del punkabbestia a Roma e altri delitti

Beau Solomon

E’ vero che a Milano, a volte, girano sui treni dei sudamericani col machete che affettano i controllori, e un tranquillo divorziando fa saltare un palazzo per vendicarsi della famiglia. Sia detto per evitare il campanilismo: la sicurezza non percepita si assomiglia ovunque. Ma vista da qui, la storia di Beau Solomon, buttato nel Tevere a Ponte Garibaldi, a due passi da dove lavorano i miei colleghi del Foglio, tra il tripudio del turismo sbronzo e accattone, consegna l’immagine di un’altra città. Non Roma, ma un posto lontano, fuori controllo, dove non ci s’indigna più neanche se un tassista ammazza un barista, o viceversa, in una rissa di strada. Poi leggi la prosa letterata e scandita di Carlo Bonini, su Rep. “Pusher e punkabbestia – il Lungotevere dei dannati”, e ti viene in mente che non è soltanto una questione di Pubblica amministrazione. “La triste Sodoma de noantri che come carta moschicida attira i ‘bar fly’ di tutta Roma”. “Fantasmi di giorno, zombie di notte, i punkabbestia non sono poi così tanti… in estate scendono al fiume. Perché lì la notte è meno afosa”. Hanno “le stimmate estetiche”, ça va sans dire. Suvvia, che sia davvero tutta colpa del liberismo, questa Sodoma de noantri? O è figlia almeno un po’ della retorica letteraria che ci ha abituati a considerare “dannati” figuri che forse sono solo una questione di ordine pubblico? Però Papa Francesco ha incontrato i genitori di Beau, la Raggi non si sa. Tu chiamala, se vuoi, la città del Giubileo.

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