Annotazioni di malumore sulla Nazionale, l’Italia di m. e le scuse da fare a Balotelli

Il punto non è la retorica e la melassa, le lacrime che testimoniano (dovrebbero) che siamo un popolo rude ma di buon cuore. Il punto è che la Nazionale di m., con i suoi corifei, è lo specchio della nazione di m., bisognerebbe prenderne atto.
Annotazioni di malumore sulla Nazionale, l’Italia di m. e le scuse da fare a Balotelli

Graziano Pellè (foto LaPresse)

Come analista, Lanfranco Pace vale Ilvo Diamanti e Wolfgang Munchau, dunque su Germania-Italia fa fede ciò che scrive lui, oggi, sul Foglio. Qui si voleva solo aggiungere, non per tigna, ma proprio per malumore, qualche annotazione. Sull’Italia intesa squadra, e sugli italiani, intesi agglomerato che pensa di essere una nazione, quando gioca a pallone. Premettendo che ho avuto la buona ventura (minuscolo) anzi ho scientemente scelto, di non vederle, le partite dell’Italia. Il punto non è la retorica e la melassa, le lacrime che testimoniano (dovrebbero) che siamo un popolo rude ma di buon cuore. Il punto è che la Nazionale di m., con i suoi corifei, è lo specchio della nazione di m., bisognerebbe prenderne atto. Come toccherebbe prendere atto che non è bullismo di ragazzotti che sbagliano – sbagliamo tutti, anche senza tirare i rigori. E’ che uno come Simone Zaza, con la sua barba da imam della mutua, in Italia al massimo può fare il candidato dei Cinque stelle. E Graziano Pellè perché mai dovrebbe starci in una nazionale, se non per il malinteso senso che noi italiani all’estero ci facciamo onore? L’equivoco non è il calcio, è l’Italia, intesa come sistema di un qualche valore. Dopo il Brasile tutta la nazione scaricò la croce su Balotelli, per lavare le colpe proprie. In fondo siamo anche razzisti: come popolo, non come squadra. Dovrebbero chiedere scusa a Balotelli. Almeno lui il rigore lo segnava.

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