Le suore e Bordin

La mattina che i britannici hanno appena finito di giocare al loro sport preferito, succedono anche cose minori, ma non banali. Stai seguendo come sempre le intelligenti traiettorie e la trattenuta ironia di Massimo Bordin, alla rassegna stampa di Radio radicale.
Le suore e Bordin
La mattina che i britannici hanno appena finito di giocare al loro sport preferito, succedono anche cose minori, ma non banali. Stai seguendo come sempre le intelligenti traiettorie e la trattenuta ironia di Massimo Bordin, alla rassegna stampa di Radio radicale. Tra le spigolature in cronaca, segnala la vicenda dell’Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù di Trento, che dovrà risarcire con 25 mila euro una docente discriminata per il suo (presunto) orientamento sessuale. E’ la prima volta in Italia. Le suore si erano difese, vorrebbero essere libere di scegliersi il personale, il giudice ha stabilito di no, eccetera. Sia come sia, saranno molti in futuro i casi come questo, e più interessanti da seguire che non i pasticceri omofobi del West Virginia. Bordin fa una considerazione: “Però i contributi pubblici, quelli li accettano”. E fanno bene, direi, finché sono leciti: per questo non dovrebbero essere libere di decidere della loro scuola? Anche Radio Radicale riceve contributi pubblici, ma non per questo si sente in obbligo di appaltare la sua rassegna stampa a Padre Livio. E fa benissimo, perché i contributi pubblici servono per permettere la libertà di espressione di tutti, e di ognuno. Sennò servirebbero a rendere soggetti alla Volontà generale. Invece se una radio è libera, è libera veramente. E una scuola, pure.

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