Staino all’Unità e il passato che forse ha un futuro

La notizia che riporta d’un tratto al tempo in cui la politica esisteva, o esisteva la sinistra, è che Sergio Staino, il Bobo dell’immaginario comunista collettivo, potrebbe diventare il direttore dell’Unità. Lui ha confermato, gliel’hanno chiesto, e ha detto di sì con “grande entusiasmo, più di pancia che di testa”.
Staino all’Unità e il passato che forse ha un futuro

Staino (foto LaPresse)

Ci sono giorni in cui le notizie danno l’impressione fisica di un salto all’indietro, ti domandi se è vero o se sogni. No, non la notizia che Michele Santoro torna alla Rai. La notizia che riporta d’un tratto al tempo in cui la politica esisteva, o esisteva la sinistra, è che Sergio Staino, il Bobo dell’immaginario comunista collettivo, potrebbe diventare il direttore dell’Unità. Lui ha confermato, gliel’hanno chiesto, e ha detto di sì con “grande entusiasmo, più di pancia che di testa”, in attesa di sapere che ne pensa Matteo Renzi, come dire l’editore. Ed è una bella notizia, se andrà così, quella di un vignettista che prende la guida di un giornale politico, nel paese in cui c’è un sacco di politici che fanno la satira di se stessi. Eppure Staino alla guida dell’Unità non è un carpiato all’indietro, quello semmai è Santoro. Perché Staino ha appena fatto un un romanzo a vignette, s’intitola "Alla ricerca della pecora Fassina". E ha appena scritto a Gianni Cuperlo, e gli ha detto che non è sempre tempo di dividersi, che bisogna far politica “senza distruggere il partito, anzi, prendendo atto che Renzi è il nostro segretario e il nostro premier”. Riemergi dal tuffo e pensi che invece, per una volta, è la notizia di un balzo in avanti: anche la sinistra, divenuta (quasi) vecchia e saggia, magari non voterà a favore, ma nemmeno sempre contro.

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