Ciao broker

La morte di Dana Giacchetto (non esiste un liberismo onomastico per sceglierti il nome), che sarebbe il broker che ha ispirato Leonardo DiCaprio per il suo eccessivo Wolf of Wall Street, l’icona da odiare di tutti gli occupatori di Wall Street, è una di quelle brevi in cronaca che si fanno leggere.
Ciao broker
Non mi beccherete mai a dire “tutta colpa del liberismo”, soprattutto adesso che Maurizio Landini dice “Vive la France” e che “il nostro errore è stato accettare Mario Monti”, del resto professore dallo stile di vita tutt’altro che eccessivo. Però la morte di Dana Giacchetto (non esiste un liberismo onomastico per sceglierti il nome), che sarebbe il broker che ha ispirato Leonardo DiCaprio per il suo eccessivo Wolf of Wall Street, l’icona da odiare di tutti gli occupatori di Wall Street, è una di quelle brevi in cronaca che si fanno leggere. Giacchetto è stato trovato morto nel suo appartamento dell’Upper West Side a New York. Secondo il New York Daily News la Commare Secca l’avrebbe raggiunto dopo un weekend di stravizi con abuso di alcol e droghe. Aveva 53 anni, era stato il consulente finanziario di Winona Ryder, Matt Damon, Ben Affleck, Kate Moss e gente così. Nel 2000 aveva beccato quattro anni di carcere per una maxi frode da nove milioni di dollari. Nel 2014 l’avevano arrestato per il furto di una carta di credito. Nella sua vita sublimata dal cinema è stato, per dir così, il punto di congiunzione iconica tra l’arte del business perfetto e l’idea perfetta degli stili di vita che appartengono a te, solo a te, e farsi male non è un prezzo ma una scelta. L’occidente che amiamo. Punto.

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