Giachetti come Conte, squadra che non vince non si tocca

C’è la gran rentrée di Livia Turco, ai Servizi sociali. C’è l’attuale commissaria al Debito, Silvia Scozzese, per il Bilancio. C’è Stefania Di Serio, un passato in Atac, ai Trasporti, e auguri.
Giachetti come Conte, squadra che non vince non si tocca

Roberto Giachetti (foto LaPresse)

Anche i lettori più distratti avranno registrato, a questo punto, che da queste parti ci appassiona di più la sfida di Milano tra Stefano Parisi e Beppe Sala. E anche il signor direttore Cerasa, che di Roma ne sa più di me, quando vuole occuparsi del modello Campidoglio preferisce ragionare del senso politico ed eventuale che avrebbe un comune del Nazareno, piuttosto che stare a sfogliare verze su programmi e candidati. Però poi c’è Roberto Giachetti, gran lavoratore e candidato del Pd nonché radicale, che ha già presentato la sua lista degli assessori, casomai vincesse. Su Facebook, che fa molto renziano. E qui a Milano, per non dire altrove, siamo ancora ai prolegomeni delle poltrone. L’impressione, detto senza invidia, è che sembri un po’ la lista dei 30 di Conte degli Europei: squadra che non vince, non si tocca. C’è la gran rentrée di Livia Turco, ai Servizi sociali. C’è l’attuale commissaria al Debito, Silvia Scozzese, per il Bilancio. C’è Stefania Di Serio, un passato in Atac, ai Trasporti, e auguri. Oltre a Scozzese, dalla vaporizzata giunta Marino restano Alfonso Sabella (fu assessore alla Legalità, qualsiasi cosa significhi) come capo di gabinetto e Marco Rossi Doria, “maestro di strada”, a Scuola e Università. Soprattutto fanno sensazione assessorati esoterici come quello alla Rigenerazione urbana, o alla Gestione dei beni confiscati alla mafia, che fa tanto don Ciotti. Poi dice che il rischio per la Capitale è che dedichino una strada a Giorgio Almirante.

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