E il Dottor Sant’amore Novak benedisse la Bomba

Quando Kubrick ipostatizzò il (sur)realismo politico nel suo celeberrimo “come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Bomba” credevamo di essere arrivati, in materia atomica, al punto di non ritorno. Adesso il furbissimo Obama andrà al Peace Memorial di Hiroshima ma non chiederà scusa, e il pe
E il Dottor Sant’amore Novak benedisse la Bomba

Michael Novak

Quando Kubrick ipostatizzò il (sur)realismo politico nel suo celeberrimo “come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Bomba” credevamo di essere arrivati, in materia atomica, al punto di non ritorno. Adesso il furbissimo Obama andrà al Peace Memorial di Hiroshima ma non chiederà scusa, e il perché e il percome lo lasciamo spiegare ad analisti più bravi. Tra il non chiedere scusa e amare la Bomba il passo non è breve. Però a dire proprio che l’Enola Gay ha elargito una benedizione del Cielo (e “dal” cielo) e ricamarci su di teologia, il passo diventa grave. E’ vero che gli stessi giapponesi associano la catastrofe nucleare all’idea di una punizione divina inevitabile (si dice tenbatsu, me l’ha spiegato Giulia Pompili). Però ieri Michael “bum bum” Novak, principe dei teologi conservatori americani, sul Corriere non s’è limitato a dire che Hiroshima è stata realismo politico. Ha proprio detto: “Molti pensano che l’atomica sia l’espressione del diavolo, ma se guardiamo alla concretezza degli ultimi settant’anni vediamo che non è così”. Che sia davvero stata una benedizione di Dio? E pazienza che, per sostenerlo, debba rottamare la Pacem in terris di Giovanni XXIII e pure le parole di Giovanni Paolo II, che al Memoriale della Pace ci andò e disse: “Ricordare Hiroshima e aborrire la guerra nucleare”. Ma che volete che contino due santi? Per il Dottor Sant’amore conta l’idea teologica: “Come ho imparato a non preoccuparmi e a benedire la Bomba”.却

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