Fare le mamme anti-jihad a Bruxelles, gran programma

Un vantaggio dello sciopero dei quotidiani è che ci si ricorda dell’esistenza dei settimanali. Così si butta l’occhio sull’Espresso. Che come ai vecchi tempi ha un reportage esclusivo, scritto sul tamburo, e lo titola “Noi, le madri dei terroristi”.
Fare le mamme anti-jihad a Bruxelles, gran programma
Un vantaggio dello sciopero dei quotidiani è che ci si ricorda dell’esistenza dei settimanali. Così si butta l’occhio sull’Espresso. Che come ai vecchi tempi ha un reportage esclusivo, scritto sul tamburo, e lo titola “Noi, le madri dei terroristi”. Sono andati a Molenbeek, e spiegano: “Ecco come i nostri figli ci hanno lasciato per abbracciare la causa dello Stato islamico”. Niente male. E niente male scoprire queste madri che dei loro figli dicono: “La smettano di comprare biglietti di sola andata per le loro tombe”. Però altri virgolettati sembrano un po’ standard: “Dimenticatevi la religione, è il disagio sociale che ce li porta via”, dice una. Un’altra critica i giornalisti “che vengono a caccia di terroristi fregandose della realtà sociale”, e una racconta di un Mohammed che poco prima andare in Siria voleva “essere biondo e chiamarsi Jean-Jacque”. Un gruppo di queste mamme dolenti si chiama Les Parents Concernés, i genitori preoccupati. Ma non è che proprio rassicurino.

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